Camera

"Muoversi tutti e subito per San Damiano"

Data: 08/06/2012

Adesso c'è anche la data, 2015, e il quadro è completo: fra tre anni il 50° Stormo dell'Aeronautica militare sarà sciolto e il suo gruppo di volo entrerà nel 6° Stormo di Ghedi. La risposta del sottosegretario alla Difesa, Filippo Milone, all'interrogazione parlamentare di Tommaso foti sul futuro dell'aeroporto di San Damiano, conferma quanto avevamo anticipato e non lascia speranze per il futuro operativo della base. Non chiarisce invece che cosa ne sarà dell'aeroporto perché scioglimento dello Stormo, come ci aveva spiegato il comandante colonnello pilota Giampaolo Schiavo, non vuol dire chiusura della base.
foti ha replicato al sottosegretario chiedendo esplicitamente di «soprassedere al trasferimento del 50° Stormo o di rinviare la decisione in attesa degli opportuni approfondimenti» e, a margine dello svolgimento dell'interrogazione parlamentare, ha anche suggerito una "via di fuga" per scongiurare la fine: «Occorre creare un vasto fronte politico-istituzionale a difesa della base di San Damiano».
La Difesa «L'attività di ulteriore accentramento di Enti, anche di diversa natura, che la Forza Armata sta conducendo unitamente alla drastica riduzione degli assetti operativi, rende inevitabile un'ulteriore contrazione dei reparti, tra i quali anche - e non solo - il 50° Stormo, la cui chiusura è prevista entro il 2015». Queste le parole pronunciate dal sottosegretario alla Difesa, Milone, in risposta ad un'interrogazione di foti. «La programmata riduzione della flotta Tornado, distribuita attualmente su 2 aeroporti principali, tra cui il 50° Stormo, - ha aggiunto il rappresentante del Governo - ha reso il suo integrale accentramento sotto un unico polo (6° Stormo di Ghedi) una necessità ineludibile, proprio nell'ottica di ottenere inderogabili economie di scala in ambito manutentivo, logistico ed operativo».
La replica Replicando al sottosegretario Milone, l'on. foti ha in primo luogo osservato come «appare contraddittorio rispetto alle esigenze di risparmio, prevedere l'operatività con funzioni ridotte della base di San Damiano che funziona a pieno regime ed in modo efficace».
Il parlamentare piacentino ha quindi formulato l'auspicio «che si possa trovare una soluzione differente e più ponderata sulla vicenda» e ha chiesto al rappresentante del Governo «di soprassedere al trasferimento del 50 Stormo caccia bombardieri o di rinviare la decisione in attesa degli opportuni approfondimenti».
Il richiamo al territorio A margine dell'interrogazione parlamentare, l'on. foti ha affermato che «Se si vuole cercare di non fare chiudere la base di San Damiano occorre muoversi tutti e da subito. Il tema della revisione dello strumento militare è, infatti, attualmente all'attenzione della Commissione Difesa del Senato che sta esaminando l'apposito disegno di legge delega. Non c'è però da perdere tempo e attivarsi da subito: già sarà difficile fare tornare sui propri passi l'autorità militare, ma sarà chiaramente impossibile se non si crea da subito un vasto fronte politico istituzionale a difesa della permanenza sul nostro territorio del 50° Stormo».
L'aeroporto militare di San Damiano conta ottocento persone e dà lavoro, attraverso l'indotto, a un sistema di aziende. Le voci, diventate in questi giorni certezza, sulla chiusura operativa della base, avevano da subito suscitato le reazioni contrarie del sindaco di San Giorgio e dei primi cittadini dei comuni limitrofi. Ieri il primo ad intervenire è stato il presidente della Provincia, Massimo Trespidi che ha annunciato che prenderà subito contatti con i parlamentari piacentini e i sindaci del territorio su cui insiste la base di San Damiano «per concertare una strategia comune che consenta - attraverso l'unità d'intenti tra istituzioni del territorio - di fare fronte comune per affrontare il problema».

da Libertà

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