Data: 28/02/2009
«La Lega paghi di tasca propria gli straordinari che gli agenti delle forze dell'ordine hanno dovuto lavorare per vigilare sulla loro ronda, che mi auguro possa essere l'ultima. I cittadini devono sapere che sono stati profondamente danneggiati da questa iniziativa: sia economicamente, con i costi scaricati sulla comunità, sia dal punto di vista della sicurezza, visto che una ventina di agenti è stata impegnata a sorvegliare queste persone anzichè le strade della città».
È durissimo il commento del sindaco Reggi alla passeggiata di sicurezza organizzata dalla Lega Nord giovedì sera, che ha visto anche l'inatteso fuori programma di Carlo Pallavicini e dei ragazzi vicini ai centri sociali (il consigliere comunale di Rifondazione è stato denunciato per manifestazione non autorizzata).
Ad accendere le polemiche ieri mattina era stato il parlamentare leghista Massimo Polledri: «Era la 27esima passeggiata nel giro di un paio di anni, quindi non siamo quel pericoloso gruppo di squadristi fascisti che qualcuno voleva dipingere. Tra l'altro mio padre è stato partigiano, quindi trovo di cattivo gusto usare temi così forti per la strumentalizzazione politica di un'iniziativa legittima. Chi ha creato questo clima di tensione, come il consigliere Giovanna Calciati e il sindaco Reggi, ha contribuito a scaldare gli animi e ispirato la contromanifestazione non autorizzata di Rifondazione: la situazione non è degenerata solo grazie al nostro atteggiamento. Spero che tutto il centrosinistra prenda le distanze dall'assalto che abbiamo subito e smetta di creare pretesti per far dimenticare la crisi che sta vivendo».
Non meno ferma la replica del primo cittadino: «Io mandante di Pallavicini e compagni? Polledri non dica sciocchezze», taglia corto Reggi. «Sono il primo a condannare ciò che è stato fatto da quei ragazzi - aggiunge - ma non siamo stati noi a fomentare il clima di intolleranza e a diffondere paure ingiustificate per la sicurezza dei cittadini. I quali giovedì sera avrebbero potuto contare su molti agenti in più nelle strade, se questi non fossero stati impegnati ad assistere una trentina di persone che avevano tempo da perdere. E poi la propaganda si fa a proprie spese, non con le risorse della comunità: la Lega paghi gli straordinari delle forze dell'ordine, sperando che questa sia l'ultima ronda».
«Io non sono mandante di nulla», è la replica di Giovanna Calciati (Pd), anche lei chiamata in causa da Polledri, «se credo in qualcosa vado in prima persona: l'onorevole non si nasconda dietro la mia gonna, si assuma la piena responsabilità di una manifestazione inutile, ideologica, che ha fatto perdere tempo e risorse alle forze dell'ordine e che porta verso pericolose derive razziste. Va stigmatizzata anche la manifestazione dei contestatori in quanto non autorizzata. Merita però attenzione il dato della donne piacentine curate nel 2008 al Pronto soccorso dopo avere subito violenza, sono 440 e nessuna di loro ha dichiarato che il suo aguzzino era uno sconosciuto, ma tutti parenti, amici o conoscenti. Che cosa risolvano le ronde me lo devono spiegare».
Secondo il vicesindaco Cacciatore «probabilmente sono le stesse forze dell'ordine a non apprezzare questa discutibile iniziativa», contro la quale arriva anche la velata critica del parlamentare Pdl Tommaso Foti: «La manifestazione della Lega, essendo di carattere politico, è legittima, ma credo che sia meglio aspettare l'entrata in vigore del decreto legge che le regolamenti con serietà. Anche perchè non possiamo permetterci di mandare ogni 2-3 giorni venti agenti nelle strade, con relative spese per gli straordinari: si rischia di avere questure vuote e strade poco pattugliate. Anche perchè tra ronde padane, ronde rosse, ronde tricolori e quant'altro si rischia di far confusione e creare tensioni inutili, di cui la gente non ha bisogno».
Michele Rancati
