Data: 28/11/2009
Vero che il primo ruolo del politico sia entrare a contatto con i problemi dei cittadini. Tuttavia, l'empatia e lo sforzo di immedesimazione con il problema di scuole elementari e medie, per poter consegnare entro lunedì alla Regione il piano di programmazione dell'offerta formativa, hanno probabilmente fatto in modo che i consiglieri si scontrassero alzando i toni come sui banchi di scuola, che la minoranza minacciasse di abbandonare l'aula (abbandonata in un primo momento veramente) e, infine, che si finisse anche con il fare l'appello per contare i 12 "superstiti" rimasti alle ore 18.
La "campanella" è suonata anche per i consiglieri, infatti, quando con, della maggioranza, Tommaso Foti, Roberto Pasquali, Stefano Cavalli, Antonino Coppolino, Massimiliano Dosi e, della minoranza, Marco Bergonzi, Gian Luigi Boiardi, Paolo Sckokai, Pier Luigi Caminati, Samuele Raggi, Maurizio Villa, Gian Paolo Speroni, la seduta è stata dichiarata non valida per i troppi assenti, portando il consigliere Foti a chiedere che le sedute del consiglio provinciale non coincidessero più con quelle dei consigli comunali o con altri impegni istituzionali del presidente Massimo Trespidi.
Una "giustificazione" - restando in tema scolastico - che non è piaciuta a Gian Luigi Boiardi (Nuovo ulivo): «C'è gente che lavora eppure noi della minoranza ci siamo. Un consiglio non può essere portato avanti dalla minoranza. Non è la prima volta che non riusciamo a finire gli ordini del giorno - ha dichiarato convinto l'ex presidente della Provincia - sono stufo di consigli che iniziano tardi e finiscono prima. E' vergognoso».
La seduta ha votato con responsabilità all'unanimità gli indirizzi dell'assessore provinciale alla formazione Andrea Paparo, dando voce alle valutazioni dei Comuni che chiedevano di valorizzare gli istituti della provincia. Così sarà e nessuna scuola elementare e media chiuderà. Poco dopo, la seduta si è però ancora scatenata senza sconti anche sui tagli o non tagli del Governo, dopo la presentazione da parte della minoranza di un ordine del giorno (non approvato) dove si chiedeva alla giunta di attivarsi su due fronti: «Eliminare i tagli previsti per il personale della scuola e evitare che ogni provvedimento di razionalizzazione della rete scolastica agisca in modo indiscriminato sul territorio piacentino che ha già fatto questo passaggio» ha spiegato il consigliere Sckokai (Pd), sollecitando l'attenzione sul tema degli organici che «potrebbero non essere coperti il prossimo anno». Ma Foti (Pdl) non ci sta a discutere di tagli supposti: «Non è un ordine del giorno pertinente, potremmo accettarlo se si limitasse a chiedere che il servizio scolastico mantenga quel livello qualitativo di eccellenza che ha dimostrato di saper ottenere. Vorrei poter vedere le tabelle con questi demonizzati tagli. Noi abbiamo ascoltato i consiglieri: avremmo potuto fare un emendamento e svuotare l'ordine del giorno».
Una parola tira l'altra: alla fine, il presidente del consiglio Roberto Pasquali è accusato soprattutto da Gian Luigi Boiardi di scarsa imparzialità: «Lo faccia bene il presidente» è stato l'invito. Dall'altro lato, Foti e Pasquali hanno accusato la minoranza di voler fare ostruzionismo.
Un peccato, quindi, l'aver occupato il resto della seduta con screzi accesi, principalmente di stampo politico. «Sarebbe stato meglio concentrarsi sui 36 ragazzi disabili senza insegnante di sostegno, ad esempio» ha commentato a questo proposito ancora l'assessore Paparo.
Elisa Malacalza
