Data: 10/04/2009
piacenza - Il comitato elettorale di Massimo Trespidi, candidato alla presidenza della Provincia per il Popolo della libertà e la Lega nord, non potrà contare per il momento sul contributo dei Giovani padanI. I responsabili del movimento giovanile del Carroccio si sono infatti autosospesi in polemica con l'affossamento alla Camera della norma che aumentava da due a sei mesi il periodo di detenzione dei clandestini nei centri d'accoglienza temporanei. «Alcuni franchi tiratori del Pdl - ha detto Thomas Pagani - vogliono fare in modo che migliaia di clandestini vengano liberati e che in futuro altri non siano trattenuti come doveroso. Non possiamo accettarlo, così come va chiarita l'eliminazione da parte del governo dal pacchetto sicurezza della possibilità dei cittadini di organizzarsi per presidiare il territorio».
Ma la questione potrebbe presto rientrare: a Roma l'accordo "riparatore" tra i partiti è ormai fatto, mentre Trespidi ha già fatto sapere ai Giovani padani di condividere i contenuti di quanto bocciato in Parlamento, auspicando che sia presto ripristinato.
Per il momento, però, il problema resta, aggravato anche dalle dichiarazioni del deputato piacentino della Lega Nord Massimo Polledri, che aveva "minacciato" ripercussioni a livello locale nel caso le posizioni di governo e maggioranza parlamentare non siano cambiate.
Auspicio che arriva anche dal parlamentare del Pdl Tommaso Foti, a partire dalla scelta di eliminare le "ronde" dalla legge in discussione: «Condividendo pienamente il contenuto della norma, mi auguro che sia al più presto ripristinata nel disegno di legge sulla sicurezza d'imminente approvazione da parte della Camera. Quanto al voto favorevole espresso ieri da alcuni franchi tiratori all'abrogazione della norma che aumentava da due a sei mesi il periodo di detenzione dei clandestini nei centri d'accoglienza temporanei, è indubbio che attribuire patenti politiche allo stesso, se non quello dell'imbecillità, diventa impossibile. E' altrettanto evidente - aggiunge - che l'importanza della norma in questione, mirabilmente difesa in aula dal sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano e maldestramente bocciata alla Camera, suggerisce il suo immediato reinserimento al Senato, che deve riesaminare il testo di legge in questione. I tempi tecnici per fare ciò ci sono tutti, dovendo essere convertito il decreto legge in questione entro il prossimo 25 aprile: cosa impedisce, infatti, che il Parlamento lavori la settimana dopo Pasqua? Come si converrà - conclude Foti - se c'è la buona volontà si può porre rimedio a tutto: se invece si va alla ricerca di pretesti per inutili polemiche, allora lascio volentieri ad altri il campo libero».
Michele Rancati
