Data: 20/12/2012
Foti non molla, almeno per ora. «Non mi sono dimesso dal PdL, ho solo espresso alla luce del sole uno stato d'animo - fa sapere in una nota, scritta ieri dal deputato e inviata da Roma - qualora dovessi dimettermi, con l'educazione che mi contraddistingue, lo comunicherò nelle forme più consone A partire dal gruppo parlamentare, sono tuttora iscritto al gruppo del PdL cui ho mensilmente versato, a differenza di tanti che occupano lo stesso o altri incarichi, il richiesto contributo economico».
IL PAPABILE SUCCESSORE ANCORA DA TROVARE. Tommaso foti ridimensiona così il fiume di commenti piovuto sul suo ipotetico addio. Ipotetico sì, ma preso piuttosto seriamente da chi, di fronte al suo "stato d'animo", si è spaccato, portando fuori dal grande mare di internet la discussione: fedelissimi e coloro che, invece, erano già pronti al passaggio di testimone, e salutavano il deputato, alla Camera dal 1994, con una pacca sulla spalla. «Preciso che nel caso di mie dimissioni da coordinatore provinciale del PdL si produrranno le conseguenze previste dal suo statuto» puntualizza foti. E di questo ne è convinto anche lo stesso presidente della Provincia, Massimo Trespidi, che, in qualità di coordinatore vicario, precisa come «la scelta del nuovo coordinatore non dipenderà da me, e comunque io ho già da portare avanti numerosi impegni come presidente».
TRESPIDI, "STIAMO UNITI, MENO PARTITUNCOLI". I due, Trespidi e foti, ribadiscono di essere amici, ma sul futuro del partito le visioni stanno prendendo pieghe differenti. «La politica ha bisogno di una persona come lui - dice Trespidi -. Per me, viene prima l'amicizia della politica. Ora faccio fatica a immaginare come sarà il centrodestra tra un anno, c'è un clima di profonda incertezza e confusione. Si deve creare unità nei moderati, non sono favorevole a "partitini" e "partituncoli" nuovi che non fanno altro che generare fratture. Stiamo tutti uniti».
"MA TRESPIDI VIENE DA UN PARTITINO". Affermazioni che non sono piaciute al parlamentare. «È certo che l'amico Trespidi, è partito da un partitino (il Cdu) nella sua esperienza di assessore al Comune di Piacenza e che grazie a due partitini, o liste minori che dir si voglia (Pensionati e Udac), il centrodestra nel 1998 vinse il Comune di Piacenza - ricorda il deputato -. Nelle comunali del 2002 si snobbarono i partitini e non bastò un partitone per vincere le lezioni».
Poi, ieri sera, sulla sua bacheca di Facebook il parlamentare ha chiuso con un lapidario: «La gratitudine è rara almeno quanto l'oro».
da Libertà
