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«Nucleare, è ora di parlarne»

Data: 03/10/2010

«Noi abbiamo votato per il ritorno del nucleare, è ora di capire se questa sia un'opportunità o no per il nostro territorio». Dicono di non volersi nascondere dietro a un dito e questa volta evitano troppi equilibrismi. E così, loro che ricordano di aver detto sì al ritorno dell'atomo in Italia, dicono di voler parlare del nucleare, che è arrivato il momento, partendo dalla possibilità del nucleare a Caorso, come è logico pensare. È la presa di posizione degli onorevoli Tommaso Foti del Pdl e Massimo Polledri della Lega Nord, una presa di posizione ancora interlocutoria, aperta. Ma intanto ieri il bis di onorevoli è uscito dalla conferenza stampa nella sede del Pdl con la voglia di «ragionare in modo lucido», togliendo «le partigianerie e le emozioni», dice Polledri.
Effetto del "dopo Saglia", il sottosegretario invitato solo una decina di giorni fa al convegno di Confidustria? «Comunque Caorso è tra i siti possibili - commenta Foti - Chiediamo un monitoraggio della vicenda e, soprattutto, vogliamo capire i tempi per la costruzione del deposito nazionale. Vero che le barre se ne sono andate da Caorso ma è altrettanto vero che finito il trattamento i rifiuti ritorneranno. Dobbiamo avere certezze sul deposito nazionale, anche per evitare il rischio che, come spesso accade in Italia, ciò che è provvisorio diventi definitivo».
Come mai questa accelerata degli onorevoli sul nucleare? «Non è un tema dal quale politicamente vogliamo sfuggire - rispondono - noi abbiamo votato a favore del nucleare e non vogliamo che la questione si riduca a una tifoseria del "sì" o del "no"». In ogni caso, «ci sarà un tempo per poter discutere - precisa Polledri - ma dobbiamo prenderci le nostre responsabilità». Intanto è chiaro solo che il deposito nazionale non sarà fatto a Piacenza: «Anche se un ragionamento - precisa Polledri - a suo tempo avremmo anche potuto farlo». Accertato che il deposito non parlerà piacentino, «almeno si faccia da qualche parte però», invita Foti. Il leit motiv del "Caorso ha già dato" non sembra rientrare nei ragionamenti di Pdl e Lega Nord locali: «Nel momento in cui il territorio sarà chiamato a decidere - proseguono - chiediamo che sia una decisione seria. Se Caorso finisce tra i siti cosa facciamo? Qualsiasi scenario si prospetti va affrontato, con il coinvolgimento degli enti locali». Con adeguate forme di compensazione, potrebbe anche scattare la corsa al nucleare: «Insomma, o Caorso è idonea o no. Ma questa lista non la facciamo noi», tagliano corto Foti e Polledri. Resta però il fatto che non è una decisione solo tecnica. C'è molto anche di politico. E quella portata avanti nella conferenza stampa di ieri è la prima posizione che non si arrampica sull'arte della diplomazia: «Come potremmo dire di no dopo aver votato la legge? ». Beh, c'è anche chi l'ha fatto: sì al nucleare ma non nel giardino di casa, ad esempio lombardo. «Ma questo atteggiamento non sarebbe serio - replica Polledri - comunque questo processo durerà anni (anche perché ancora manca l'Agenzia per la sicurezza nucleare, ndc) noi diciamo che è ora di valutare l'opportunità». Il futuro di Caorso resta ancora una volta aperto.
Elisa Malacalza

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