Data: 03/08/2010
Caserma dei vigili del fuoco, il cantiere non è più fantasma, ma è zoppo. E il fatto non va giù a chi quella caserma dovrà viverla, gli stessi vigili: la segreteria provinciale della Federazione nazionale autonoma dei vigili del fuoco, infatti, non ha solo impugnato carta e penna per scrivere al comandante Giuseppe De Rossi ma ha inviato anche una precisa richiesta al prefetto Silvana Riccio, al presidente Massimo Trespidi, al deputato del Pdl Tommaso Foti, al direttore regionale dei vigili, Domenico Riccio, e al segretario nazionale della Confsal, Franco Giancarlo.
Da Piacenza a Roma, quindi, per chiedere che venga mantenuta «la disponibilità dell'attuale autorimessa della sede di viale Dante (di proprietà della Provincia, ndc) fino all'adeguamento della nuova autorimessa alle esigenze di soccorso». Sì, perché è di soccorso che si parla, come spiega chiaramente la lettera: l'autorimessa futura, quella del progetto per intendersi, sarebbe «del tutto insufficiente alle esigenze di soccorso, basti considerare che nell'attuale sede di servizio, l'autorimessa consta di circa 1200 metri quadrati e, ciononostante, si rende necessario custodire dei mezzi nella sede del Genio pontieri di Piacenza».
Libertà aveva riportato la scorsa settimana come, in risposta all'interrogazione di Tommaso Foti, si riservasse alle autorimesse dei locali una superficie totale di 812 metri quadrati, di cui 104 destinati all'officina meccanica. Quanto decretato dal ministro Matteoli lascia intendere che manchino all'appello 400 metri quadrati. Per sanare il deficit la risposta si appellava all'area esterna disponibile per futuri ampliamenti. Ed è su questi generici "futuri ampliamenti" che si ha avuto gioco facile nel dire che la rimessa non sarà al momento come prima, ma, forse, lo sarà in futuro. «Ci pare di capire - prosegue la lettera, firmata per la segreteria provinciale da Angelo Brofferio - che si preveda il trasferimento nella nuova sede di servizio, priva di un'autorimessa adeguata al soccorso» mentre si rimanda «l'adeguamento della stessa a data da destinarsi».
La Confsal prosegue poi con una considerazione: «L'esigenza del soccorso è attuale ed impellente e non può attendere nei tempi che, ci sembra di capire, non sono né preventivati e né preventivabili». Insomma, la questione dell'autorimessa resta sfuocata nei contorni di tempo e luoghi. Due le conseguenze. La prima: senza un'adeguata autorimessa si va a presupporre una «minorata condizione di sicurezza per i lavoratori del comando». La seconda, ancora scritta nella lettera: l'autorimessa mutilata comporterebbe una «considerevole e rapida usura dei mezzi di soccorso».
Malac.
