Camera

«Nuovi incentivi, Seta da rivedere»

Data: 20/08/2011

In una mano ha pronto l'emendamento "salva via Garibaldi" per
mantenere in vita la Provincia quando il decreto legge della manovra
sarà discusso alla Camera. Nell'altra, il deputato Pdl Tommaso Foti
tiene articoli e comma del testo, portando alla luce i numeri dei tagli alla
spesa pubblica e dei costi della politica, compreso un "bonus incentivo"
di circa 500 milioni destinato ai Comuni che sceglieranno di dismettere
le quote dalle società partecipate liberalizzando il mercato locale. Una
novità che dovrebbe far ripensare quanto prima all'operazione Seta (la
fusione per incorporazione di Tempi con Atc Modena) per non escludere
l'ipotesi di cogliere benefici inediti. Tutti risvolti della manovra Tremonti
che il coordinatore provinciale Pdl snocciola con qualche ironia polemica.
«Purtroppo ho sentito tante lamentele per i tagli e nessuna voce
che discutesse delle due grandi opportunità per gli enti locali contenute
nel decreto - ha spiegato il parlamentare - da una parte per il trattamento
di favore sul patto di stabilità che sarà riservato alle amministrazioni
virtuose, dall'altro per i circa 500 milioni di euro che premieranno la dismissione di quote pubbliche dalle società partecipate. Risorse che
saranno svincolate dal patto di stabilità e che i Comuni dovranno investire
in infrastrutture e opere pubbliche ». Una sorta di invito a nozze
quindi per rivedere il nuovo assetto designato per il trasporto pubblico
locale. «Se Seta può rientrare nel decreto, questo bonus rappresenta
un'indubbia opportunità da cogliere - ha commentato Foti - in caso contrario dovremo comunque valutare i benefici delle due diverse strade e
percorrere quella più vantaggiosa». Il deputato pdl ha anche descritto il
controverso panorama delle "municipalizzate" in Italia (circa 5mila,
cresciute «a dismisura» negli ultimi dieci anni), citando lo studio dell'istituto
Bruno Leoni che ha calcolato un vantaggio di 11 punti di Pil come
conseguenza positiva delle liberalizzazioni.
C'è poi il polverone sollevato dalla parziale abolizione delle Province (la
manovra imporrebbe lo stop a quelle sotto i 300 mila abitanti), di cui Foti
fornisce una lettura pragmatica legata all'allungamento dei tempi d'attuazione.
«Parlare adesso di questa soppressione è un po' come discutere del sesso degli angeli - ha precisato - è comunque un provvedimento che, qualora venisse attuato e non si modificasse la Costituzione, avrebbe effetto nel 2014». «Ma - ha anticipato Foti - sono convinto che se si trovasse
la giusta convergenza per abolirle tutte in sede costituzionale insieme
al dimezzamento dei parlamentari, questo decreto legge finirà espunto».

da La Cronaca

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