Camera

Ok della maggioranza, no di Raggi e Speroni e si astiene il resto della minoranza. Dibattito, scontro, conta dei votiMaloberti, ingresso faticoso in consiglio

Data: 26/10/2010

Giampaolo Maloberti entra a fatica in consiglio provinciale. Dopo un dibattito serrato di tre ore è passato per il "rotto della cuffia": oltre a due voti contrari, quelli di Samuele Raggi dell'Idv e di Giampaolo Speroni di "Io scelgo Boiardi", Maloberti è riuscito addirittura a far abbandonare l'aula ad una minoranza sdegnata. Abbandono che ha fatto tremare la maggioranza con l'assenza del numero legale alle 17.30: «Noi siamo 25 e di indagati non ce n'è neanche uno - ha chiosato il capogruppo del Pd, Marco Bergonzi, mentre usciva dalla sala consiliare - la Provincia cambia rotta e ora viaggia verso un'anomalia». Con la secca riposta dell'onorevole Tommaso Foti del Pdl: «Non sarei così convinto che tutti e 25 non abbiano un avviso di garanzia ma stiamo facendo un castello di sabbia su una vicenda che il consiglio non può evitare». Ma poi anche l'onorevole si lascia scappare che «piuttosto si faccia una legge dove si dice che i rinviati a giudizio non possono salire in nessun ente, la si faccia e sarò il primo a votarla».
Fino a pochi giorni Maloberti fa era solo uno dei 22 segretari di una sezione di provincia della Lega nord. Ieri era il protagonista del consiglio provinciale per due ragioni: il primo è che il rivergarese è tra i 19 imputati nel processo sulle quote latte che si sta celebrando a Milano. Il secondo è che la sua surroga è capitata in piena bufera in casa Lega nord.
FERRARI A DOSI: "LA LEGA NON TI VOLEVA" L'ultimo exploit sulla Lega la schietta presa di posizione di Bruno Ferrari dell'Udc: «Tu sei lì (ha detto rivolgendosi al neoassessore Massimiliano Dosi, ndc) ma la Lega non ti voleva, ci sono volute tre settimane per decidere, è stato Trespidi a capire che c'era un grave pericolo».
L'ABBANDONO DELL'AULA In consiglio piomba una proposta che chiama in causa etica e politica: «Mi piacerebbe sciogliere i ruoli di maggioranza e opposizione - ha proposto il capogruppo Pd, Marco Bergonzi - Non riesco a credere che questo ingresso non susciti più di un imbarazzo: qui si indebolisce la credibilità di questo consiglio. Ma se voi di tutto questo ve ne farete un baffo noi non parteciperemo alla votazione sulla surroga, non ci stiamo all'equazione che agricoltori onesti diventino fessi». Così è stato. E la minoranza, con l'eccezione del voto contrario di Samuele Raggi dell'Idv e di Giampaolo Speroni di "Io scelgo Boiardi", è uscita dalla sala consiliare.
VECCHI SCHELETRI - «Da che pulpito viene la predica - ha risposto Foti - vi ricordate cos'è successo qualche anno fa? Nel '98 l'assessore Stefano Fornari ricevette un mandato di cattura dove fu coinvolto anche l'ex sindaco di Pontenure Luigi De Micheli. Allora si parlava di pomodoro qui si parla di latte. Sapete come avete risolto il problema? Con il paracadute della sospensione dalle funzioni e l'allora presidente Dario Squeri, quattro mesi dopo la revoca, gli riassegnò le proprie funzioni». Ma anche il Pdl non è così "puro" per Pierluigi Caminati del Pd: «A Carpaneto alle ultime elezioni comunali il candidato del Pdl è risultato ineleggibile, non abbiamo fatto tutto questo polverone».
PUGNO DURO Alla fine Raggi e Speroni hanno detto no: «Migliaia di persone hanno votato Idv a Piacenza - ha commentato il primo - e sperano in una politica nuova. Maloberti è sinonimo di una Lega di sottogoverno e di favori». Un voto che per Thomas Pagani della Lega va a ledere un "diritto costituzionale". Anche il sindaco di Bettola Simone Mazza si appella a un voto popolare intoccabile.
VOTO DI DISAGIO Per l'ex presidente Gianluigi Boiardi «questo è un voto di disagio». Ma Antonino Coppolino del Pdl precisa che «si poteva liquidare la cosa in due minuti». Fa eco Giampaolo Fornasari dello stesso partito che invita: «Lasciamolo entrare in aula per esprimere le proprie posizioni». E Enzo Varani della Lega: «I processi li fanno i giudici». Stempera infine la polemica il presidente Pasquali: «È un atto dovuto questo, è stato verificato se vi erano cause per le quali Maloberti non potesse entrare in consiglio e non ce ne sono». Silenzio assoluto da parte del presidente della Provincia Massimo Trespidi, solo una stretta finale di mano al neoconsigliere.
Elisa Malacalza

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