Data: 22/12/2008
di MARTA TARTARINI
La XVI legislatura è iniziata da otto mesi, un lasso di tempo che permette di fare un primo bilancio di attività del Berlusconi IV e dell'attività parlamentare che, per le feste natalizie, si prende una pausa. I deputati piacentini esprimono giudizi assai diversi sull'esecutivo. Pienamente soddisfatti quelli di maggioranza. Per Tommaso Foti «i primi mesi di attività del Governo sono oltremodo positivi» e cita i risultati: «E' stata salvata Alitalia, nella giusta convinzione che la compagnia di bandiera è fondamentale per promuovere l'immagine, l'economia, il patrimonio culturale dell'Italia. E' stata abolita l'Ici sulla prima casa, balzello iniquo, ed è stato realizzato - continua il deputato Pdl-An - un intervento straordinario per mitigare l'impatto dei mutui a tasso variabile sui bilanci familiari». Poi, «è stata ripulita la Campania dai rifiuti che ci aveva lasciato, insieme al discredito internazionale, il governo Prodi». E' arrivata la 'social card' che «non è una mancia o un'elemosina ma un intervento che, assommato ad altre agevolazioni, consente ai più disagiati di combinare il pranzo con la cena». Insomma, «abbiamo fatto tanto e bene, dobbiamo continuare così».
Anche per Massimo Polledri il primo semestre di governo, «sostenuto con serietà e impegno dalla Lega, è stato all'insegna di una politica economica e fiscale a favore di cittadini, imprese, per il lavoro e la sicurezza. Con questo spirito - aggiunge il deputato del Carroccio - ho svolto la mia attività tutelando i valori della famiglia e della vita». Polledri cita l'ordine del giorno approvato, con cui il governo si impegna a tutelare le piccole e medie imprese «che rappresentano un punto di forza per affrontare la crisi. Per tutelare consumatori e attività, ricordo, la mozione approvata, volta a contrastare il fenomeno della contraffazione. Altri temi importanti sono stati quelli della energia e della sicurezza, il trasferimento del combustibile nucleare dalla centrale di Caorso e quelli trattati dalla commissione parlamentare per l'infanzia».
Per Paola De Micheli sono stati mesi intensi: «Due bilanci preventivi, due variazioni, un consuntivo da assessore e praticamente tre finanziarie da parlamentare. Il governo ha mosso aria fritta, non arrivando al cuore del problema di questo Paese: le riforme». L'attività della neodeputata del Pd si è «concentrata sul fronte riformista all'interno della commissione, del gruppo e del partito. In particolare sul ruolo degli enti locali, sull'impresa e sulla fiscalità della casa». Per De Micheli sono «stati mesi di incontri interessanti e stimolanti, di maggior comprensione dei pregi e dei difetti della politica italiana: ci sono tante persone sconosciute serie che, senza andare in tv a litigare, ce la mettono tutta per risolvere i problemi. A gennaio - annuncia - comincio una serie di incontri per condividere con i piacentini, i contenuti di questa prima parte di legislatura».
Sempre in casa Pd, Maurizio Migliavacca è tranchant: «Il governo ha tenuto il passo del gambero: grandi promesse e poi progressivi ripensamenti. L'unica cosa buona è la soluzione dell'emergenza rifiuti in Campania, realizzata anche grazie ad un lavoro precedente». Il passo del gambero Migliavacca lo vede in economia ("anticipare la finanziaria non è servito, siamo l'unico Paese che non ha un piano all'altezza, che non ha idea di quali settori sostenere") e sulla scuola ("lo avevamo detto che non era una riforma ma tagli e hanno dovuto fare marcia indietro"). E anche sulle riforme: «La legislatura era iniziativa negli annunci di Berlusconi come costituente e invece le riforme sono tutte in soffitta, l'unica è il federalismo che però è un manifesto propagandistico senza numeri e competenze e con tempi lunghi». Sul fronte parlamentare, la Giunta per le elezioni, presieduta dal deputato piacentino, ha convalidato gli eletti in tempi record: «Dal '96 è la prima volta che li convalidiamo e dal '72 è la prima volta che lo facciamo entro un anno dalla data delle elezioni. E' una soddisfazione e la dimostrazione che le istituzioni possono funzionare».
Pier Luigi Bersani parla di «bilancio insufficiente» fatto di «tante iniziative tese ad attirare il consenso ma all'atto pratico non è in movimento nessuna vera riforma se non quella, discutibile, della scuola». Sull'economia poi, il ministro ombra del Pd «non si è centrato il punto, cioè come superare la crisi e anche quando abbiamo fatto proposte, come la detassazione degli stipendi, non abbiamo trovato un interlocutore disponibile: la nostra azione anche sul fronte parlamentare è stata inibita».
