Camera

Palazzo uffici, ritirato
il ricorso urgente al Tar

Data: 24/06/2009

Con l'annullamento della gara è venuto meno l'oggetto del contendere. Ecco perché è stato fatto cadere il ricorso d'urgenza che contro l'assegnazione della progettazione/realizzazione del palazzo degli uffici comunali era stato presentato a metà maggio da Paolo Milani, dello studio ingegneria e architettura Milani-Rossetti-Cantoni di Piacenza, uno degli operatori che avevano partecipato al concorso.
Ieri al Tar di Parma l'udienza in cui il ricorrente ha rinunciato alla richiesta di sospendere l'aggiudicazione dell'appalto alla cordata vincitrice (Studio&partners-Bertonazzi) il cui incarico è cessato contestualmente all'annullamento della procedura. Annullamento disposto dal Comune il 5 giugno in seguito all'emergere dei difetti di regolarità della commissione giudicante, e precisamente la mancanza in uno dei componenti - il designer Aldo Cibic - dei requisiti professionali necessari per farne parte (titolo di architetto o docenza universitaria di ruolo).
La rinuncia alla sospensiva non fa comunque venir meno il ricorso nel merito, che ha però tempi decisamente più lunghi. L'attenzione adesso si concentra piuttosto sulle modalità che l'amministrazione comunale è chiamata a scegliere per rimettere in piedi la procedura di progettazione/realizzazione di palazzo uffici. Questione giuridicamente spinosa per venire a capo della quale è stato affidato un apposito incarico a un esperto di diritto amministrativo, Vincenzo Cerulli Irelli, docente alla Sapienza, che nel giro di qualche giorno dovrebbe comunicare all'amministrazione l'esito della sua consulenza.
Sul fronte della polemica politica, gli esponenti del Pdl Tommaso Foti e Andrea Paparo hanno informato ieri di avere dato seguito a quanto annunciato tre settimane fa, ossia la presentazione di un esposto all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. L'organismo - costituito da sette membri nominati con determinazione adottata d'intesa dai presidenti di Camera e Senato e scelti tra personalità operanti in settori tecnici, economici e giuridici con riconosciuta professionalità - vigila sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali, al fine di garantire il rispetto dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente, e di economica ed efficiente esecuzione dei contratti, nonché il rispetto delle regole della concorrenza nelle singole procedure di gara. In particolare, osservano Foti e Paparo in una nota, «vigila sull'osservanza della disciplina legislativa e regolamentare vigente, verificando, anche con indagini campionarie, la regolarità delle procedure di affidamento e l'economicità di esecuzione dei contratti pubblici, accertando altresì che dall'esecuzione dei contratti non sia derivato pregiudizio per il pubblico erario».
Nell'esposto sono elencati i difetti che, a giudizio di Foti e Paparo, «in molte parti viziano» il bando di concorso, tra cui «la definizione dei requisiti minimi richiesti ai partecipanti e la composizione della commissione aggiudicatrice». «Alla luce di quanto sopra esposto», così si conclude l'esposto, «si chiede l'intervento dell'Autorità adita affinché, acquisiti gli atti ed accertate le violazioni delle norme vigenti in materia e le responsabilità dei singoli, proceda secondo quanto nei suoi poteri, segnalando agli organi giurisdizionali competenti le irregolarità aventi rilevanza penale e alla Procura Generale della Corte dei Conti nel caso accerti che dall'esecuzione degli atti in questione sia derivato pregiudizio per il pubblico erario».
Lo spirito dell'iniziativa, affermano Paparo e Foti, non è quello di strumentalizzare l'accaduto ma di «fare maggiore chiarezza possibile su una vicenda dai contorni confusi, che incide sulle risorse pubbliche e per la quale siamo in attesa di capire gli sviluppi di diversa natura».
Gustavo Roccella
gustavo. roccella@liberta. it

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