Camera

«Parole inutili su temi nazionali»

Data: 02/02/2010

Un consiglio provinciale che costa 5mila euro a seduta: peccato che si "intasi" spesso di mozioni su mozioni che esulano dai compiti di un consiglio. E' questa l'accusa di Tommaso Foti. E si intravede la modifica del regolamento. Nero su bianco le priorità di un consiglio: ma non basterebbe autoregolamentarsi con buon senso?
«Il consiglio non ha niente da produrre e allora si perde in chiacchiere»: di fronte a un territorio che deve fare i conti con cassaintegrazione (come sollecitato dal consigliere Giampaolo Speroni, Io scelgo Boiardi), crisi e frane (attenzione riportata da Giampaolo Fornasari, Pdl) il parlamentare Tommaso Foti (Pdl) è "sbottato" in consiglio, proprio su un ordine del giorno presentato dal presidente del consiglio Roberto Pasquali, su invito del presidente Massimo Trespidi, e condiviso dai capigruppo sulla condanna della repressione in Iran (alla fine, è stato comunque approvato). Non sono stati quindi i daini (questione risolta pacificamente, contrariamente alle aspettative della prima ora, come riportato nell'articolo in pagina) a far scaldare gli animi. L'accusa di Foti è stata infatti seguita a ruota dal consigliere Giulio Maserati (Pd) che ha detto senza mezzi termini come il rischio, procedendo di questo passo, fosse quello di «trovarsi con la sala consiliare vuota». La tensione era nell'aria: il consigliere Foti infatti aveva scelto inizialmente di non votare. Un silenzio che ha fatto rumore nella stessa maggioranza: troppa dispersione di mozioni su temi nazionali, pochi i nodi provinciali affrontati, troppi slittamenti di ruoli dove corso Garibaldi si presta a essere un piccolo Parlamento, senza averne l'autorità. «Adesso basta - ha esclamato l'onorevole - passi la questione del crocifisso (arrivato alla formulazione di una mozione unitaria, votata con la sola opposizione dei consiglieri Samuele Raggi dell'Idv e Giovanni Quaratino della lista Io scelgo Boiardi, ndc) che era in sospeso ma esiste un parlamento per le questioni nazionali. Invece no, ci perdiamo su divagazioni sui massimi sistemi del mondo. Un consiglio costa tempo e soldi».
Pasquali ha spiegato come abbia risposto a un obbligo del regolamento e si sia già passati «a convocare una seduta di consiglio per le mozioni una volta al mese, si potrebbe fare una volta ogni tre».
Numerose e bipartisan sono state le richieste di modifica del regolamento, accolte dal presidente Trespidi: «Per me si può fare. Il consiglio può introdurre una regolamentazione che disciplini queste mozioni». Alla fine, dopo otto mozioni, il consiglio si è sciolto con il monito - allusivo alla querelle - di Pasquali: «Ci rivedremo quando ci saranno argomenti». Ma non tutti gli argomenti erano extraprovinciali: dopo un accenno agli sviluppi sulla questione della montagna, declinati da Bruno Ferrari (Udc) e Fornasari, l'assessore provinciale Patrizia Barbieri ha denunciato come «la Provincia non sia stata invitata alla Conferenza regionale sulla montagna a Zocca» e scuola, agriturismi e adozioni sono stati altri temi oggetto di dibattito in consiglio.
Elisa Malacalza

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