Data: 27/07/2005
Bando ai personalismi che hanno condizionato eccessivamente la vita del partito e una strategia politica chiara da proporre all'intero centrodestra: evitando impraticabili scorciatoie sul partito unico. Anche Alleanza Nazionale piacentina s'interroga sul proprio futuro in vista dell'importante appuntamento della direzione nazionale di domani, dopo il radicale rinnovamento dei vertici disposto dal presidente Gianfranco Fini. All'ordine del giorno dell'appuntamento romano, uno dei temi che negli ultimi mesi ha tenuto banco dentro allo schieramento di governo, il partito unico del centrodestra. Per il parlamentare piacentino Tommaso Foti, il percorso che conduce alla sintesi di più anime in un'unica forza è «fattibile, a patto che ci sia anche la destra». «Il partito unitario di cui si parla - precisa - dovrà presupporre una struttura integrata, ma non certo un pensiero unico. Inoltre il contenitore dovrà essere in grado di intercettare più voti di quanti oggi ne sappia portare la Casa delle Libertà: si farà solo se vi saranno queste condizioni». Sulla bufera che ha travolto An, Foti rileva come le decisioni di Fini di esautorare i vertici siano «statutariamente corrette, perché le cariche revocate avevano un mandato fiduciario». «Ma per discutere più compiutamente - aggiunge - dello stato del partito sarà inevitabile passare attraverso un congresso». Il coordinatore provinciale Sergio Bursi sostiene che il partito avesse bisogno di uno scrollone, per mettere in chiaro tutti i problemi dell'ultima fase di gestione. «Non si poteva andare avanti con l'impostazione mantenuta finora, - incalza - su molti temi ci siamo fatti scavalcare dalla Lega: dobbiamo tornare ad essere un partito di destra con la "d" maiuscola». Quanto al partito unico: «Sono contrario ad una sola formazione che faccia sparire la destra, mentre sono più favorevole ad una federazione che conservi le singole identità». L'ex assessore comunale Andrea Paparo, referente locale della "destra sociale" di Gianni Alemanno, auspica che la direzione nazionale sia in grado di esprimere «una linea politica chiara, accantonando i personalismi». «Il nostro intento - afferma - è di far restare il dibattito nel perimetro della politica, senza cadere negli errori del passato. Il bipolarismo deve restare un punto fermo della nostra azione e per quanto riguarda il partito unico non c'è alcuna pregiudiziale. Tuttavia, dopo l'effetto mediatico iniziale legato alla formula, ben venga un approccio meno superficiale che metta al centro contenuti. Non ci può essere alcuna scorciatoia per il centrodestra e ritengo che uno dei passaggi indispensabili sia quello della federazione».
da libertà
