Data: 01/04/2008
L'inno di Mameli per iniziare, un richiamo a uno sforzo comune per il bene del Paese per chiudere. In mezzo, tutto il "repertorio" fatto di ironia, proposte concrete e richiamo ai valori che lo hanno reso uno dei politici più in vista, anche mediaticamente.
Ignazio La Russa ha lanciato ieri da Piacenza la volata finale del Popolo della libertà verso il voto del 13 e 14 aprile, facendo visita all'amico fraterno Tommaso Foti, il parlamentare piacentino di Alleanza nazionale al quinto posto della lista regionale del Pdl per la Camera. Ad assistere al comizio dei due, in piazzetta San Francesco, si sono ritrovati alle 18 oltre 350 persone, che hanno riservato a La Russa una serie di applausi a scena aperta.
«Non posso che ringraziare tutti voi per essere qui a un'ora infelice di un giorno lavorativo - ha iniziato - ancora una volta state dimostrando quanto crediate in questo nostro ambizioso progetto, che ha l'obiettivo di governare con stabilità per i prossimi cinque anni e portare l'Italia fuori dalla crisi in cui l'hanno cacciata Prodi e i suoi, compreso Veltroni».
Prima di elencare qualcuno dei punti qualificanti del programma, il capogruppo di An a Montecitorio ha spiegato le motivazioni della scelta che hanno portato alla nascita della lista unica: «Stando separati, ognuno con il proprio simbolo, avremmo ottenuto molti voti, ma ci sarebbe stata meno compattezza. Con un gruppo solo avremo la possibilità di realizzare senza problemi tutto quanto abbiamo in mente. A chi mugugna dico che siamo come uno sposino che lascia la casa dei genitori per andare in quella nuova che dividerà con la moglie: un po' di nostalgia è normale, ma dobbiamo essere esaltati da questa nuova avventura».
Per spiegare l'Italia che vorrebbe, La Russa cita il presidente francese Nicolas Sarkozy: «Come lui, io sogno un Paese in cui gli studenti si alzano in piedi quando entra un professore in aula, che tratta i carcerati con dignità ma che non fa sconti sulle loro pene, che accoglie gli immigrati che lavorano e ci rispettano ma che caccia a calci i clandestini e i delinquenti. Sogno una nazione in cui le forze dell'ordine sono rispettate e non messe sempre sotto accusa, dove i giovani vedono riconosciuto il proprio merito nel campo della scuola e del lavoro».
Verso la fine dell'intervento, arriva la notizia dell'aggiudicazione a Milano dell'Epo 2015: «E' meraviglioso - ha esultato La Russa - un risultato eccezionale che porterà benefici anche a Piacenza. Dobbiamo dire grazie a Letizia Moratti e al suo staff che ha lavorato per mesi per ottenerlo, se fosse stato per la pubblicità che ci hanno fatto in questi mesi Prodi, Veltroni e Bassolino non avremmo vinto di sicuro il ballottaggio con Smirne. Ma per fortuna - ha concluso - tutto sta per cambiare: il Popolo della libertà è innanzitutto un movimento di persone per bene, che fanno politica per tirare fuori il proprio meglio a vantaggio di tutta la comunità in cui vivono. Per questo vinceremo».
Michele Rancati
