Data: 17/12/2009
(mir) Francesconi contro Foti, Foti contro Francesconi. Prosegue la polemica tutta interna al Pdl di Piacenza in vista delle elezioni regionali di marzo. Su Facebook un gruppo "Pdl Piacenza" nei giorni scorsi ha sponsorizzato la corsa del consigliere uscente Luigi Francesconi, facendo ironia sul cognome di un altro candidato piacentino, Andrea Pollastri. Immediata era arrivata la dura presa di posizione contraria del coordinatore locale Tommaso Foti che ha chiesto a Francesconi di smentire la paternità di quanto comparso in rete.
Ieri mattina la replica di Francesconi: «Toni eccessivi per quella che è poco più di una goliardata. In merito alla nota dei vertici locali del partito sull'accaduto, da cui sembrerebbe dedursi che io possa essere l'ispiratore della frase incriminata, voglio ribadire la mia totale estraneità. Ritengo piuttosto - prosegue - che la strumentalizzazione di una banale diatriba, ridicola rispetto alle ben più pesanti che ho subito in tanti anni di attività politica, potrebbe piuttosto essere l'indice di un preciso orientamento pregiudiziale e ostile nei miei confronti».
Un'accusa molto precisa e dura, che lascia intuire un clima molto teso all'interno del partito. «In attesa di precise risposte sia dal coordinamento provinciale sia da quello regionale - conclude - resto attento all'evoluzione di una vicenda che potrebbe essere illuminante sulla prossima campagna elettorale del Pdl».
Ma, informato della nota di Francesconi, Foti ha diffuso su Internet la sua controreplica: «Il coordinatore provinciale del Popolo della Libertà di Piacenza non ha bisogno di dimostrare a chicchessia la propria equidistanza e imparzialità, atteso che proprio per questo è stato chiamato dal Presidente Berlusconi a ricoprire detto incarico». «A maggiore ragione la cosa può essere confermata dal consigliere Francesconi - continua l'onorevole - che sa benissimo di avere già avuto la mia disponibilità a intervenire, nel prossimo mese di gennaio, a tre manifestazioni da lui organizzate. Non vedo, quindi, di quali orientamenti pregiudizialmente ostili si potrebbe o dovrebbe lamentare il consigliere regionale, che ha sempre avuto totale collaborazione dal sottoscritto».
«Quanto, invece, alle lamentele di Francesconi riferite a un passato su cui non ho responsabilità - afferma Foti - proprio le stesse giustificano il mio precedente intervento, essendo mio preciso dovere quello di evitare discriminazioni verso chicchessia. So bene che Francesconi non è né l'artefice né l'ispiratore di quella che però egli malamente definisce come "gogliardata", e che invece è sintomo di manifesta incapacità di discernere tra legittimo sostegno a un candidato e dovuto rispetto alle persone. Proprio per questa sua estraneità, mi sarei aspettato un suo plauso al mio intervento». «Non è infatti pensabile - aggiunge - che un partito come il Popolo della Libertà, che si riconosce nel Partito Popolare Europeo, che nel suo manifesto pone al centro la persona umana e la sua dignità, non si dissoci da un'iniziativa offensiva, di pessimo gusto e di nessuna utilità politica ed elettorale, come quella in esame. Proprio perché una campagna elettorale deve svolgersi nella legittima e chiara competizione interna, ma altresì nel rispetto dovuto a tutti i candidati - consci che gli avversari politici stanno all'esterno del partito e non all'interno - ho voluto chiarire da subito che non intendo lasciare spazio ad alcuna scorrettezza».
«Stiano certi i tre candidati del Pdl - conclude il coordinatore provinciale del partito - che agli stessi saranno ugualmente riservate pari opportunità e pari dignità, sì da favorire lo svolgimento di una campagna elettorale all'insegna della ricerca doverosa del consenso, ma anche del rispetto reciproco».
E restando su Foti, va annotato il suo intervento sulla polemica aperta a Bologna dal segretario regionale Pdl, Filippo Berselli, che ha lamentato come molti consiglieri regionali e parlamentari emiliano-romagnoli mettano in ambasce la gestione organizzativa del partito non versando la loro quota mensile di 800 euro. Il deputato piacentino ha assicurato di essere più che in regola facendo un bonifico mensile di 800 euro a Roma e di 2mila euro alla sede del partito di Piacenza: più che moroso, un creditore, ha fatto dunque notare.
