Camera

Pdl mobilitato a fianco del premier
«Questo governo non deve cadere»

Data: 08/12/2010

Sostegno a Berlusconi, il Pdl scende in campo anche a Piacenza. Saranno tre giorni densi quelli che il Popolo della Libertà ha organizzato nella nostra città con l'obiettivo di dare una testimonianza concreta del proprio sostegno al presidente del consiglio Berlusconi. Si inizia venerdì sera alle 21 all'auditorium Sant'Ilario con un convegno intitolato "Il nostro appoggio al governo Berlusconi" e organizzato dal coordinamento provinciale Pdl Piacenza a cui parteciperanno dirigenti e amministratori del Popolo della Libertà piacentino: «All'incontro avremo amministratori e dirigenti per dimostrare che il Pdl è vicino al suo leader Berlusconi, l'unico e possibile leader per questo partito», ha spiegato l'onorevole Tommaso Foti durante la presentazione delle iniziative svoltasi nella sede provinciale del Pdl alla presenza del consigliere regionale Andrea Pollastri e dei consiglieri comunali Giovanni Botti e Marco Civardi, «ci saranno il presidente della Provincia Massimo Trespidi, il consigliere Pollastri, alcuni sindaci e consiglieri comunali del capoluogo».
Ma le iniziative a sostegno del governo continueranno anche nel weekend: sabato pomeriggio a Bologna è prevista una manifestazione analoga a quella di venerdì e volta a riconfermare l'appoggio a Berlusconi. Domenica invece il Pdl sarà presente in città con due punti informativi posti all'incrocio fra via XX Settembre e via Cavour e nello spazio antistante il liceo "Respighi": «Ci sarà una raccolta di firme per il governo e distribuiremo del materiale informativo», ha spiegato Pollastri, «quello che chiediamo è una mobilitazione di tutti i nostri sostenitori: l'epoca dei "ribaltoni" è finita e Berlusconi deve continuare a governare in quanto eletto direttamente dagli italiani».
Ha commentato Foti in proposito: «Riteniamo che il governo Berlusconi debba restare al suo posto: nel 2008 gli elettori hanno detto con chiarezza che il centrodestra doveva governare. Non mi pare vi sia ora una ragione programmatica perché questo governo debba alzare bandiera bianca».
Betty Paraboschi

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