Data: 01/02/2010
piacenza - (mir) Variante urbanistica del palazzo ex Enel: dando per scontata la compatta difesa che arriverà dalla maggioranza di centrosinistra, come si comporterà la minoranza quando si voterà la mozione di sfiducia contro il vicesindaco Francesco Cacciatore presentata da Giacomo Vaciago (gruppo misto)? L'opposizione conferma la ferma contrarietà alla pratica, peraltro già manifestata in sede di discussione del provvedimento, ma sulla sfiducia a Cacciatore resta ancora dubbiosa.
Il Popolo della libertà si riunirà prima del consiglio (pare anche alla presenza del coordinatore provinciale Tommaso Foti) per elaborare una strategia comune. Molto dipenderà da quanto Vaciago esporrà in aula: il testo della mozione per il momento non convince appieno il Pdl: se il professore porterà nuovi e forti elementi i consiglieri azzurri potrebbero pensare di sostenerlo. Altrimenti non parteciperanno al voto.
Discorso analogo per Carlo Mazza (misto): «Io ho osteggiato la pratica in quanto non coerente sotto il profilo urbanistico - spiega - innanzitutto perché la variante non tiene conto delle norme del Piano regolatore. Non conosco gli elementi che porterà Vaciago, li valuterò con attenzione e poi deciderò, anche se tutti sappiamo che la mozione non passerà per la difesa della giunta che arriverà dal centrosinistra. A mio avviso andrebbe messo in discussione non solo l'operato di Cacciatore, ma di tutta l'amministrazione, a cominciare dal sindaco Roberto Reggi, per la gestione delle pratiche urbanistiche fatte in questi anni».
Gianni D'Amo (PiacenzaComune) non è convinto dello strumento utilizzato da Vaciago: «Io ho fatto battaglie su pratiche urbanistiche come ex Acna e via Venturini contro l'assessore Pierangelo Carbone, ma non mi sono mai sognato di chiederne le dimissioni. Critica forte, polemica e scontro ci stanno, non bisognerebbe personalizzare troppo, ma stare sui problemi e sul merito delle questioni: la variante per il palazzo ex Enel ha tanti buchi procedurali che personalmente ho fatto notare più volte in aula, bisognerebbe insistere su quelli, visto che si è persa un'occasione per fare qualcosa di utile per la città. Questa è una pratica simbolo di come ormai il Comune non riesca a produrre iniziative urbanistiche che non dipendano dai privati, che ovviamente chiedono in cambio residenziale e commerciale». Come voterà? «Non lo so - risponde D'Amo - dipende dagli elementi che emergeranno, politicamente mi sono scontrato anche con Cacciatore, ma lo ritengo una persona seria, uno dei migliori assessori dell'era Reggi. Sono sempre scettico quando si chiedono le dimissioni degli altri: io quando ero presidente della commissioni per le aree miliari e non ho visto condizioni per lavorare come volevo e me ne sono andato».
