Data: 02/08/2005
Strano che nessuno ci avesse ancora pensato, nel Bel Paese, a sostenere in concreto i centri storici e i borghi antichi, prima fonte di ricchezza turistica nazionale. Ma a porre rimedio ad un sorprendente vuoto legislativo, arriva una proposta di legge passata il 21 luglio scorso alla Camera - presto sarà in esame al Senato - con un'adesione plebiscitaria da parte di tutte le forze politiche e tra le firme degli autori c'è anche quella del deputato piacentino Tommaso Foti (An), che affianca, in questa battaglia, Tino Iannuzzi (Margherita) eMargherita Coluccini (Ds). Il testo approvato è esattamente la sintesi di tre proposte di legge depositate alla Camera da parte dei vari schieramenti nella volontà di sostenere economicamente i centri di valore storico. «Per far più bella l'Italia» sintetizza Foti che ieri ha presentato alla stampa locale la proposta. E alla fine, dopo un lavoro di mediazione - serrato il confronto sulle dizioni "borghi antichi" e "borghi più belli", quest'ultima sostenuta dalla Coluccini -, ne è uscito il testo che prevede uno stanziamento triennale di 75 milioni, di cui un terzo, 25 milioni, orientato proprio sui piccoli comuni con meno di 5 mila abitanti. In particolare, il passaggio proposto da Foti e accolto nella legge - come ha spiegato il deputato - riguarda l'istituzione del marchio di borghi antichi d'Italia. Una volta approvata la legge dal Senato, i borghi sotto i 5mila abitanti che lo riterranno opportuno avranno tre mesi di tempo per presentare la loro candidatura ad essere inseriti in un elenco. Se ne occuperà il ministero delle Infrastrutture di concerto con il ministero per i Beni e le attività culturali, e di concerto con l'Anci verranno definiti anche i parametri qualitativi di natura storico, architettonica e urbanistica per rientrare nel famoso elenco. «E' un marchio doc importante che potrà essere segnalato anche su guide turistiche e usato all'estero - sottolinea Foti - e i fondi a disposizione permetteranno a tanti piccoli comuni di presentare progetti interessanti per abbellire l'arredo urbano, o recuperare un monumento, o anche, perché no? cablare un borgo antico che possa offrire servizi avanzati». Inutile dire che numerosi nel Piacentino potrebbero avvalersi dei benefici avendo un tessuto antico unitario: da Velleia Romana a Castellarquato («Il sindaco Alberto Fermi ha manifestato interesse per questa proposta» fa sapere Foti) da Bobbio a Rocca d'Olgisio, solo per citarne alcuni. Ma il provvedimento, se passerà, sarà solo un inizio - sono migliaia i centri italiani che potrebbero mettersi in competizione - per riqualificare la ricca offerta turistica italiana.
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