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Pianello, premio a emigrati
che continuano a tornare

Data: 09/08/2010

Pianello - La Festa di ieri, che per la seconda volta ha fatto tappa a Pianello che già l'aveva ospitata nel 1998, ha dato l'occasione all'amministrazione locale di omaggiare i suoi pianellesi benemeriti emigrati all'estero.
Ad alcuni di loro ieri il sindaco Gianpaolo Fornasari ha assegnato un particolare premio per aver tenuto alto il nome del paese e della Valtidone nel mondo.
«Anche la nostra terra è stata una terra di emigrati», ha ricordato il sindaco Fornasari che ha ringraziato tutti gli organizzatori e le autorità presenti tra cui l'onorevole Tommaso Foti e il vice prefetto Francesco Ramunni. «Con questo premio speciale - ha ricordato il sindaco - abbiamo cercato di omaggiare in modo particolare chi, pur avendo lasciato il paese, continua a tornare. A loro diciamo grazie perché con il loro lavoro e con i loro sacrifici onorano il nome del paese con cui continuano a tenere stabili contatti».
Il premio Pianellese benemerito nel mondo è stato assegnato a Giovanni Solenghi, classe 1920 la cui famiglia dal 1875 vive a Parigi, a Mariano detto Gino Costa, classe 1928 emigrato in Australia dal 1952, e ai fratelli Gaetano e Pier Luigi Pelizza (quest'ultimo ieri non era presente) da oltre 40 anni emigrati in Svizzera.
Tutti hanno tenuto molto saldo il legame con la loro terra d'origine tanto che ancora oggi spesso e volentieri ritornano a Pianello.
Solenghi ha alle spalle un passato come imprenditore tipografico nell'officina avviata a Parigi dal nonno Giovanni Bozzi mentre Gino Costa, che è quello che più si è allontanato, ha lavorato come attrezzista nella telefonia, manutenzione delle macchine tostatrici, servizi idraulici e elettrici e a gas fino ad aprire con la moglie un maglificio dove ha lavorato fino al 1992.
Gaetano Pelizza ha invece seguito l'esempio del fratello emigrato in Svizzera dove ad oggi lavora come tecnico per la riparazione dei distributori di benzina.
Tutti all'estero si sono sposati e hanno costruito una propria famiglia e tutti hanno tenuto ben saldo il legame con il proprio paese.
Basti pensare che Solenghi tutte le estati ritorna nella casa di famiglia in via santa Liberata cosiccome Gino Costa che trascorre tutta la primavera e l'estate a Pianello.
«Continuerò - ha detto Costa - a tornare nella mia bella Pianello dove mi trovo così bene».
I tre emigrati hanno ricevuto ieri il premio dalle mani del sindaco e del presidente Trespidi. Di tutti il più anziano, Solenghi, ha voluto a sua volta dedicare il premio a Emilio Civardi, Ugo Cordani e Albino Menozzi un tempo impiegati come operai nella tipografia che il nonno di Solenghi, Giovanni Bozzi, aveva avviato a Parigi. Dei tre uno, Emilio Civardi, era di Pianello.
«Lavorò con mio nonno - ha ricordato Giovanni Solenghi - lisciando quintali di ferro e respirando quintali di polvere con sempre accanto il suo fiaschetto di vino».
Solenghi ha dedicato il premio anche alla moglie Athena, che ogni anno lo segue nel rientro estivo a Pianello.
mar. mil.

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Rassegna Stampa

TommasoFoti
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