Data: 26/08/2009
PIANELLO - Crollano in parte le accuse di incompatibilità e ineleggibilità che riguardano i consiglieri Piercarlo Oddi, Paolo Bensi e Sergio Giuppi: nel consiglio comunale di lunedì sera a Pianello si è provveduto a fare ordine sulla vicenda. Sul caso Oddi (già sollevato il 26 giugno), il segretario comunale Giovanni De Feo è ancora in attesa di una risposta del prefetto dopo aver trasmesso gli atti e i documenti necessari. Sui due nuovi casi emersi nell'interrogazione, invece, è il sindaco Gianpaolo Fornasari a chiarire la situazione. «La contestazione, nel caso di Bensi, consiste nella sua partecipazione al direttivo degli alpini, che hanno in gestione la piazzola ecologica del Comune e per questo ricevono tremila euro all'anno. Soldi che di certo non intasca Bensi, ma nemmeno Oddi, che fa parte anche lui del direttivo degli alpini» spiega, in risposta alla minoranza. «In ogni caso la faccenda si chiude qui perché Bensi, per evitare strumentalizzazioni, si è dimesso dal consiglio degli alpini. Per quanto riguarda Giuppi, non dovrebbero sussistere incompatibilità, ma attendiamo il responso del prefetto. La Giuppi Srl ha infatti terminato i lavori del primo stralcio dell'ex cinema della Società Operaia l'8 giugno 2004, anche se da 5 anni si attende la nomina del collaudatore. E il consigliere saprà valutare bene le sue azioni nel caso di coinvolgimento della sua ditta nelle nuove lottizzazioni del paese».
È stato inoltre approvato un regolamento sull'alienazione dei beni immobili del Comune, che consentirà di usufruire di norme chiare nel caso di vendita di edifici o terreni di proprietà comunale «se mai ce ne fosse la necessità, anche se nel caso di Pianello saranno poche e si tratterà di alcune aree verdi eccedenti rispetto allo standard» spiega Fornasari. Il consigliere Tommaso Foti ha chiesto di avere l'elenco di questi beni una volta effettuato il censimento, spiegando che «se ci fosse la possibilità di alcune alienazioni veloci, con il ricavato della vendita si possono risolvere subito alcuni problemi urgenti». Ma la minoranza ha nutrito perplessità sul nuovo documento che darebbe alla giunta «troppe libertà». Secondo Milena Fusco, i punti dolenti sarebbero il possibile diritto di prelazione precedente all'indicazione del prezzo a base d'asta e il tetto di 100mila euro per procedere alla trattativa privata. Un altro punto contestato è il limite di 15 giorni per la vendita dopo la pubblicazione sul sito o all'albo pretorio. «Ci sembrano pochi: non stiamo vendendo caramelle, ma beni immobili» ha detto la Fusco. La critica ha trovato pieno appoggio in Foti: grazie a un suo emendamento, il consiglio ha approvato che il limite sia esteso a 45 giorni.
Cristian Brusamonti
