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pianello Un accordo raggiunto in prefettura fa tirare un sospiro di sollievo ai 45 dipendenti costretti a 8 giorni di riposo forzatoLa manovra blocca la Rebigas, trovata una soluzione

Data: 09/06/2010

PIANELLO - Tirano un sospiro di sollievo i 45 dipendenti della ditta Rebigas di Pianello costretti dal 1° giugno a uno stop forzato dal lavoro. Il blocco della produzione nell'azienda che si occupa di collaudo, revisione, riparazione e costruzione di bidoni e bombole per gpl era stato provocato dal vuoto normativo creatosi dopo la soppressione dell'Ispesl, Istituto superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro, decisa con la recente manovra economica del Governo. Come diretta conseguenza erano state sospese le attività esercitate dai funzionari dell'istituto (le cui competenze sono state intanto trasferite all'Inail) in precedenza incaricati di presiedere e firmare i collaudi. A sbloccare la situazione è stato un incontro - conclusosi con un documento comune - ieri pomeriggio in prefettura, presieduto dal vice prefetto vicario Elio Faillaci, a cui hanno partecipato rappresentanti di Rebigas, l'assessore provinciale Andrea Paparo, il sindaco di Pianello Gianpaolo Fornasari, Cesare Betti e Paolo Astorri di Confindustria Piacenza, Leone Pera per l'Ispesl di Piacenza e Ferdinando Laurenza per Inail di Piacenza. In mancanza di disposizioni transitorie, la prefettura ha invitato i funzionari dell'ex Ispesl a continuare le attività di verifica finora svolte in modo da non pregiudicare l'attività dell'azienda. Questo in attesa che i ministri Sacconi, Fazio e Tremonti non concordino - si prevede entro un paio di mesi - una soluzione definitiva. Leone Pera, di Ispesl Piacenza, ha garantito che già da oggi saranno inviati i tecnici per effettuare le verifiche di legge e Inail dal canto suo ha avallato la procedura. «E' stata una soluzione di buon senso, rapida, tempestiva, efficace e trasparente» ha detto Pera ringraziando prefetto e viceprefetto vicario per la rapidità con cui è stato risolto il problema e sottolineando la collaborazione avviata tra pubblico-privato. La soluzione tampone adottata farà da apripista anche per i casi analoghi che riguardano altri 7 centri di ricollaudo presenti in Italia. Patrizia Albertini, direttore generale di Rebigas (presente con Luca Vercesi, direttore tecnico) ha espresso soddisfazione: «L'azienda può riprendere subito l'attività e questa è una grande vittoria. Se si comprende l'indotto, sono più di 50 i lavoratori che ora possono tirare un sospiro di sollievo. Si temeva di perdere varie commesse guadagnate con fatica». Con una nota ha espresso apprezzamento anche il deputato Tommaso Foti del Pdl, mentre la collega del Pd Paola De Micheli proprio ieri sulla vicenda aveva presentato un'interrogazione parlamentare.

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