Data: 12/07/2005
Continuano gli incontri del sindaco di Piacenza Roberto Reggi (il cui mandato ha già passato la metà) e del presidente della Provincia da poco più di un anno Gianluigi Boiardi, con il mondo istituzionale e politico piacentino per delineare quello che sarà Piacenza tra vent'anni.
Dopo il confronto con i 48 sindaci, i due politici di centrosinistra hanno incontrato ieri i parlamentari e i consiglieri regionali (assenti Luigi Francesconi, Maurizio Parma e il senatore Antonio Agogliati).
Tra gli argomenti di forza sostenuti da Gianluigi Boiardi il patto con Parma e Reggio teso a rafforzare il ruolo dell'Emilia occidentale nelle politiche regionali e nazionali e il Protocollo d'intesa con le tredici province dell'asta del Po. Insomma il nuovo Piano strategico deve inserirsi nei Piani regionali e nazionali di più ampio respiro, così come si sta facendo per il Po e questo con un ruolo attivo dei parlamentari.
«Meglio tardi che mai - ha commentato il deputato leghista Massimo Polledri - abbiamo chiesto questo incontro sei mesi fa e di fatto non siamo mai stati coinvolti. Una scelta che rappresenta un vero e proprio autogol per Piacenza, che dimostra l'incapacità di fare squadra, anche
con le categorie economiche. Vi sembra coerente che la partita Edison, che coinvolge anche Piacenza, venga condotta senza il minimo coinvolgimento delle forze politiche locali e tanto meno del mondo
economico? Mentre progettate il futuro non credete che il problema dei costi legati all'energia e al gas abbiano a che fare con lo sviluppo delle nostre imprese? Parlate di confronto. Che sia un confronto vero, altrimenti è solo una passerella elettorale in vista delle prossime
politiche. E non dimentichiamoci di mettere intorno al tavolo anche la Lombardia, è pericoloso legarsi a solo a Reggio e a Modena».
Anche il parlamentare di An Tommaso Foti ha insistito in particolare sul metodo: «Il primo patto, forse per un'eccessiva burocratizzazione che ha finito per permettere ad ognuno di inserire la propria cosa, è
finito "pari e patta", senza nulla di fatto. Ora dobbiamo sì progettare in grande, ma anche rispettare tempi brevi di realizzazione delle priorità, altrimenti finisce come per i due chilometri di Statale 45.
Per il Po: per il Po ci vuole un'Authority, un'unica vera struttura che possa davvero decidere su tutto il bacino. Oggi assistiamo ad una conflittualità forse neanche politica. Vogliamo fare del Po il Reno d'Italia o no? Il secondo ponte sul Po dovrebbe essere un grande tema che ci impegni tutti. E' nel Piano decennale dell'Anas, c'è la Regione,
ci sono gli enti locali. Quando ho visto polemiche sulla localizzazione mi sono preoccupato. Se vogliano un programma d'area per la montagna,
non possiamo pensare di non andare dalla Regione e far presente che certe strade (la Valnure e la Valtidone) sono delle mulattiere. Come possiamo pensare strategicamente alla montagna del 2020 senza dire
chiaro che quelle strade sono inadeguate? E' inutile progettare qualsiasi cosa.
«E per la logistica - aggiunge Foti - è stato firmato il Patto
nazionale per la logistica: tema che ci interessa fino al 2020. Occorre un patto anche tra il Comune e la Provincia di Piacenza.Non possiamo pensare che tutti si sveglino una mattina è scoprano la vocazione per la logistica, senza considerare l'impatto sociale e la necessità di una politica residenziale possibile e mobile.
Foti ha poi affrontato il problema delle vocazioni territoriali: «Parma si è candidata come cittadella della musica. E noi che vocazione abbiamo e avremo da qui al 2020? Come rispondiamo: con la concorrenza o
la collaborazione? Saremo una frazione di Parma?».
«La nostra è un'ottica collaborativa. - chiarisce Reggi - Parma ha un ministro, Lunardi, che in questo momento si porta a casa anche troppo, a mio parere».
«Anche noi ce l'abbiamo avuto un ministro, e nello stesso settore - ribatte Foti - ma non è servito a tanto».
«L'aver portato Mutti a Piacenza - controbatte Reggi - dimostra che anche noi ci stiamo muovendo».
Insomma ieri il dibattito ha riguardato più il metodo che il merito delle priorità da inserire nel nuovo Piano, nonostante una prima stesura potrebbe già vedere la luce tra qualche giorno, il 20 luglio,in occasione dell'incontro del Comitato strategico. E' infatti prevista la presentazione della bozza a settembre.
...
Le strade
«Pensate davvero di programmare lo sviluppo stretegico della montagna
senza affrontare il problema delle "mulattiere" che la raggiungono?
Penso per esempio alla Valnure e alla Valtidone».
Tommaso Foti
Alleanza Nazionale
da La Cronaca
