Data: 29/06/2010
piacenza - Fino alle otto e mezza di sera hanno tenuto duro per non far venir meno il numero legale ma non è niente in confronto al "turno notturno" che li aspetta venerdì in occasione dell'ultimo round tra i consiglieri e il Ptcp "strattonato" tra il centrosinistra che lo ha adottato e il centrodestra che si trova ad approvarlo per evitarne la ripubblicazione ma promette a se stesso di "svuotarlo". Una seduta di sei ore, tra tanti "tu sì" e "tu no". Secco consenso unanime, innanzitutto, per le osservazioni dell'onorevole Tommaso Foti del Pdl e del sindaco Antonio Agogliati di Ferriere. Il tema? L'idroelettrico.
CENTRALINE A OTTONE E FERRIERE Se saranno ancora della stessa idea di quando avevano presentato i progetti, la Val Nure srl e la San Colombano srl potranno rispettivamente portare avanti i progetti sul Grondana e sul Gramizzola. Il consigliere Foti ha richiesto agli uffici la «portata dell'emendamento (si parlava cioè di un'apertura dell'art. 100 a quei progetti presentati prima dell'adozione del piano e oggetto della convocazione della conferenza dei servizi nell'ambito del procedimento di via ndc). Se le domande rischiano di diventare troppe posso anche ritirarlo. Non voglio che si dica che è stato Foti a farne fare 50». La risposta degli uffici ha tolto eventuali dubbi, precisando che solo gli impianti di Gramizzola e Grondana potrebbero essere coinvolti nell'emendamento. Ma il termine "solo" non convince proprio né gli ambientalisti né il Comune di Ottone.
"ACQUA PURA COME ARIA" Il sindaco di Ottone Giovanni Piazza solo un paio di settimane fa aveva dichiarato che «bisognerebbe intubare i cervelli di chi pensa a intubare i nostri fiumi». Venuto a sapere dell'emendamento, aspetta di vedere se la società abbia ancora la stessa intenzione e confida che non sia così. Più acceso Gianmarco Rancati di No tube: «Ci sono anche altri due progetti in conferenza di servizi: il Nure Ronchignasco e il Trebbia Ottone ma questi non passano perché l'emendamento non fa riferimento alle aste principali. Dalla conferenza dei servizi del 2007 ad oggi non ci sono state altre valutazioni. Il Gramizzola è un torrente di elevatissimo valore, con alcune cascatelle pure come l'aria, non ha scarichi di nessun tipo. Il Grondana ha uno stato ecologico elevato, non possiamo permettere le centraline».
ATTENZIONE AL FOTOVOLTAICO È ancora Foti a sottolineare nel dibattito la necessità di un intervento nel campo del fotovoltaico, prendendo spunto da un'osservazione di Sergio Giglio di Confindustria - approvata con riserva - che chiedeva di estendere da uno a tre il limite di superficie per impianti non integrati a terra su terreni agricoli. «La vicenda del fotovoltaico era nata con altre finalità - ha precisato Foti - per stare sopra i tetti. Oggi vede consumare ettari e ettari di territorio agricolo. Quando sarà finito l'impianto come si riutilizzerà il terreno? Sarebbe stato meglio se gli incentivi fossero stati legati a un certo tipo di fotovoltaico. Bene le energie alternative ma milioni di ettari di terreno tolti alle loro funzioni naturali mi preoccupano».
MENO DEPURATORI? Tra il pacchetto di osservazioni presentate - e ieri approvate - da Giglio emerge anche la richiesta di un'eliminazione delle «motivazioni in merito alle dinamiche demografiche e al dimensionamento del Psc per le deroghe relative alle funzioni abitative». Inoltre si propone di «limitare l'obbligo dell'allaccio ad un impianto di depurazione ai nuovi insediamenti». Il punto era stato respinto dagli uffici ma è stato accolto parzialmente perché di fatto non sono più previsti nuovi insediamenti nelle aree agricole. Di fatto quindi, con l'emendamento di Foti che precisa questo aspetto tecnico di carattere regionale, non dovrebbe cambiare nulla.
Elisa Malacalza
