Data: 24/02/2009
(mir) La protesta contro la parziale sostituzione delle pietre del selciato di piazza Cavalli è arrivata su internet. Ed è ovviamente Facebook, il fenomeno web del momento, ad ospitarla.
Da qualche giorno, infatti, la comunità virtuale ha visto la nascita di un gruppo dal titolo molto eloquente: "Dio salvi Piazza Cavalli da Ignazio Brambati". Ne fanno parte 114 persone, tra cui alcuni esponenti politici di centrodestra come Andrea Paparo, Tommaso Foti e Alessandro Fummi di Alleanza nazionale e Alberto Dosi e Mauro Saccardi di Forza Italia. Accanto a loro, qualche protagonista della protesta pubblica che si è scatenata nei giorni scorsi e parecchi semplici cittadini.
"Amici facebookiani - si legge nella presentazione del gruppo - i "sinistroni", nella persona di Ignazio Brambati, stanno distruggendo Piazza Cavalli con una posa di moderno su una piazza delle più belle d'Italia. Partecipate e facciamoci sentire affinchè vinca il buon senso al di là del fatto politico".
L'assessore e la giunta sono nel mirino dei messaggi che i membri hanno lasciato sulla bacheca virtuale, in cui viene dato libero sfogo anche su temi non strettamente collegati con il rifacimento della piazza: via Caorsana, parcheggio della Cavallerizza, ex Macello e altre opere pubbliche, ritenute portatrici di disagi e inquinamento a fronte di vantaggi limitati. "E non c'è solo piazza Cavalli - scrive qualcuno - visto che a quanto pare verrà rifatta la pavimentazione pure di piazza Sant'Antonino: sostituiranno il manto asfaltato con i cubetti di porfido. Mi chiedo quanto la nuova giunta dovrà spendere tra 5 anni per riparare tutti i danni che la ditta Reggi-Brambati-Carbone ha portato alla città".
Ma c'è anche chi chiama in causa la Soprintendenza: "La strada Caorsana non è per niente un bene storico e culturale: sul fatto che sia stata fatta malissimo sono d'accordo, ma in questo caso la colpa è del soprintendente Luciano Serchia, che sinceramente non conosco ma fa parte della Sovrintendenza che ha sede a Parma. Invece di prendercela con la giunta sinistrona, dovremmo scrivere tutti a Parma, magari ci ascoltano". E qualcuno ipotizza anche la clamorosa protesta dei cavalli del Mochi, qualora potessero prendere vita.
Dopo il sopralluogo e le roventi polemiche di lunedì scorso, l'argomento è stato sfiorato durante il consiglio comunale di ieri.
Bruno Galvani (gruppo misto) ha auspicato che l'intervento sia effettuato a regola d'arte, ma poi ha invitato l'amministrazione a non "mettere la piazza sotto una campana di vetro. Sono d'accordo con l'assessore Brambati quando dice che è uno spazio che va vissuto - ha aggiunto - altrimenti proseguirà lo svuotamento del cuore della città. L'idea di spostare le iniziative pubbliche in piazza Sant'Antonino non mi trova concorde".
E' stato confermato per domani, infine, l'incontro del sindaco Roberto Reggi con i rappresentanti del comitato che nei giorni scorsi ha raccolto quasi 800 firme per chiedere di fermare e rivedere l'intervento sulle pietre della piazza.
