Data: 08/03/2005
Il fine è nobile e i doldi potrebbero essere tanti. Il recupero e la valorizzazione dei centri storici è l'obiettivo dichiarato, quello dei ""borghi antichi"", soprattutto nei piccoli centri, è un pò meno esplicito ma è ciò che ha fatto muovere nella stessa direzione un folto gruppo di parlamentari del centrosinistra (con una proposta dello scorso dicembre) e un apparente isolato deputato di An, Tommaso Foti, la cui proposta è appena del 17 febbraio scorso. Ma tutto è pronto per iniziare l'esame, da domani in Commissione Ambiente e Territorio della Camera, relatore il forzista mario Lupi. Insomma, è facile attendersi una corsia preferenziale, per un piatto che si annuncia goloso per amministratori lungimiranti e privati intraprendenti: detrazioni fiscali del 41% per spese fino a 78 mila euro; convenzioni comuni-privati per ripartire gli interventi pubblici (reti, viabilità) e quelli privati; finanziamento statale fino al 50% degli investimenti. Questo prevede il disegno di legge di maggiornaza, che istituisce anche il marchio ""Borghi antichi d'Italia"" e stanzi 100 milioni a carico dei bilanci 2006 e 2007, coperti dal Fondo speciale dell'Economia. Più ricca e dettagliata la proposta dell'opposizione che ambisce a erogare 400 milioni l'anno già dal 2005 e consente alle Regioni (ma la norme sarebbe di per sé inutile) di integrare i finanziamenti e incentivare ulteriormente i piani nei centri storici ""di particolare pregio e richiamo turistico"". Esempi recenti e positivi ne esistono, si pensi ai borghi del Garda, in Toscana e anche nel Mezzogiorno. Dalla riqualificazione (finanziariamente assisitita) all'agriturismo (in senso ampio) il passo è breve. La proposta dovrebbe camminare.
da Finanza&Mercati
