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Più sanzioni, più controlli: ecco le risposte

Data: 11/10/2009

Per qualcuno è più importante dare una stretta alle leggi, renderle severe contro chi non rispetta le misure di sicurezza. Per altri conta il controllo. Ma il tema è di quelli che non lasciano indifferenti i vertici istituzionali.
«C'è un indice di rischio oggettivo - commenta l'onorevole Tommaso Foti (Pdl) - si sono fatti passi in avanti sulla tutela. La vera partita riguarda la responsabilità di datori che devono fare attenzione e dei lavoratori che devono avere il coraggio di denunciare se non c'è sicurezza. La legislazione? E' abbondantemente in linea con i paesi europei. Il vero guaio è il lavoro nero, lo vieni a sapere quando capita». Il sindaco Roberto Reggi ha sostenuto l'iniziativa delle croci: «è giunto il momento di scuotere le coscienze in tutti i modi. Quando una persona muore è una sconfitta di tutti. Ebbi una polemica anni fa con Galvani sui manifesti shock, qui l'ho sostenuto, i morti sul lavoro sono moderni morti in guerra, tutti abbiamo una responsabilità. Il governo? Si sta andando in controtendenza, c'è condono anche lì mentre servirebbero azioni stringenti dal punto di vista penale».
I morti sono una ferita sociale, conviene l'onorevole Massimo Polledri (Lega) che non ritiene prioritario il tema delle sanzioni: «Molti morti sul lavoro sono in itinere, rientrano in quadro più globale, altri, lo dice l'Istat, per lavorare di più usano sostanze stupefacenti. Mi pare più importante capire cosa fare in emergenza, crescere la formazione. Non si alleggerisce la situazione producendo carta, ma formazione e comportamenti corretti, intervendo su lavoro nero».
Dal fronte di centrodestra la pensa diversamente il presidente della Provincia Massimo Trespidi: «Ci vuole un concorso di volontà diverse, controlli più rigorosi, leggi più severe e una responsabilità per coloro che assumono a garantire il massimo di sicurezza, un'azione di educazione complessiva, legislativa e di carattere morale. La burocrazia serve meno, bisogna fare controlli».
Per l'onorevole Paola De Micheli (Pd) il lavoro è un diritto e non può diventare una ragione di morte: «Ma non c'è solo un problema normativo, siamo allineati all'Europa. E' vero che il governo ha alleggerito i vincoli del passato, ma il tema è culturale. Il benessere e la sicurezza dei lavoratori aumenta la produttività, fa fare un salto di qualità delle imprese. I problema è che non abbiamo controlli, va organizzato l'intero sistema di controllo. Qualunque legge restrittiva se non ha certezza di rispetto diventa inutile».

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TommasoFoti
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