Camera

«Più sicurezza anche a Piacenza, ma gli enti devono collaborare»

Data: 05/08/2005

I parlamentari Foti e Polledri sul pacchetto anti-terrorismo
Chiesto un giro di vite sui call-center e via Roma


«Crediamo nel tema della sicurezza, vogliamo una città sempre più sicura e non va abbassata la guardia sui controlli». Sono questi, in estrema sintesi, la condivisione e l'auspicio, calati anche nella realtà locale, espressi dai parlamentari della Casa delle Libertà, Tommaso Foti (An) e Massimo Polledri (Lega) intorno al pacchetto anti-terrorismo messo a punto dal ministero degli Interni. Foti e Polledri, insieme al consigliere regionale leghista Maurizio Parma e presente come uditore Stefano Pizzamiglio, segretario provinciale del Siulp, hanno illustrato alcuni passaggi salienti delle misure eccezionali in materia di ordine pubblico. An e la Lega avrebbero forse preferito un fermo di polizia per gli accertamenti di identità più lungo delle 24 ore, bene invece le norme speciali, per esempio là dove anche i militari possono effettuare perquisizioni. «La strategia buonista è destinata a fallire» sostiene Foti commentando i diffusi problemi di microcriminalità, la presenza di molti clandestini anche nella nostra città, i problemi del caporalato, della vivibilità di via Roma, contro gli alloggiamenti abusivi, Piacenza ha inoltre obiettivi sensibili da tener d'occhio, entrando in materia di anti-terrorismo, come la centrale di Caorso, i nodi ferroviari e autostradali e dagli enti locali, dal sindaco Roberto Reggi e dal presidente della Provincia Gian Luigi Boiardi, i parlamentari del centrodestra si aspettano «messaggi di fermezza», per spalleggiare le forze dell'ordine. Se a breve verrà chiesto un incontro al questore per verificare il pacchetto-sicurezza e magari anche la consistenza delle forze spendibili, in settembre i parlamentari pensano di confrontarsi con Comune e Provincia su questi temi. Piacenza - 18mila immigrati regolari su una popolazione di 250mila persone - appare tra le prime in Italia e prima in Emilia Romagna, sottolinea Polledri, per l'applicazione della Bossi-Fini e relative espulsioni. «Non vorremmo comuni e province che remino contro la legge, ma sindaco e presidente della provincia hanno fatto dichiarazioni non nell'ottica della Bossi-Fini, ma di un suo parziale travisamento». Polledri pensa anche a certi giudizi sui call-center di Reggi: «il proliferare dei call-center è antistorico, è necessario emanare subito un regolamento perché diano più garanzie contro traffici strani».

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