Data: 18/03/2010
(parom) Avanti con la bonifica: il Po non può attendere e il tratto piacentino, che ha salvato l'Adriatico dall'onda nera, men che meno. La Commissione Ambiente della Camera, con il parere favorevole del sottosegretario all'Ambiente on. Roberto Menia, ha approvato all'unanimità una risoluzione, sottoscritta anche dal parlamentare piacentino del PdL Tommaso Foti, che impegna il Governo ad adottare «provvedimenti immediati diretti a rimborsare le regioni e gli enti locali dalle spese assunte nell'immediatezza dell'evento inquinamento, e ad avviare immediatamente le attività di bonifica dei luoghi a partire dalle sponde del tratto piacentino del Po che risultano gravemente danneggiate».
La risoluzione è stata approvata ieri a poco meno di un mese dallo sversamento, presumibilmente doloso, di idrocarburi (gasolio e olio combustibile) provenienti dalla Lombarda petroli nell'ordine di 3mila-4mila tonnellate, nella fognatura comunale di Villasanta, poi confluito nel Lambro e da lì nel Po. Un'onda nera che è stata quasi totalmente arginata dallo sbarramento di Isola Serafini (con evidenti ricadute nel tratto piacentino, in particolare nel territorio di Monticelli). «La risoluzione anche da me sottoscritta approvata oggi all'unanimità dalla Commissione Ambiente della Camera - dichiara Foti - è di fondamentale importanza non solo per superare la situazione d'emergenza verificatisi sul Po a seguito dello sversamento di idrocarburi nel Lambro, ma anche per la bonifica che va al più presto intrapresa dei luoghi interessati». «L'atto di indirizzo parlamentare - continua l'esponente del PdL - invita il Governo ad adottare, tra gli altri, provvedimenti immediati diretti a rimborsare le regioni e gli enti locali delle spese assunte nell'immediatezza dell'evento. Inoltre si chiede al Governo di avviare immediatamente le attività di bonifica dei luoghi a partire dalle sponde del tratto piacentino del fiume Po che risultano gravemente danneggiate, sulla base di un programma specifico che comprenda anche l'esecuzione di un accurato monitoraggio delle sostanze che non è stato possibile catturare e che eventualmente si sono depositate sul letto del fiume». «Sono certo - conclude l'on. Foti - che il Governo Berlusconi saprà dare, anche rispetto a questa delicata vicenda, una risposta concreta con i fatti, lasciando a chi altro di meglio non sa fare di continuare a parlare, parlare, parlare». La risoluzione mira a dare riscontri alle urgenze di risanamento ambientale, L'atto parlamentare impegna il Governo a provvedere a nominare il Segretario dell'Autorità di bacino del Fiume Po, o in alternativa, un commissario delegato quale rappresentante del Ministero dell'Ambiente, coadiuvato da sub commissari designati dai presidenti delle regioni Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, ai fini della programmazione delle operazioni necessarie a superare l'emergenza, allo scopo adeguandosi a specifiche direttive e indicazioni impartite dallo stesso Commissario.
«Sono molto contento - dichiara Sergio Montanari, sindaco di Monticelli - che abbiamo capito l'importanza e la necessità di intervenire in tempi rapidi nel territorio più colpito, quello che ha salvato l'Italia. Fra poco tempo l'acqua del Po servirà per irrigare 7mila ettari di terreno nella Bassa. E' evidente come arrivare "impreparati" all'appuntamento con la captazione avrebbe ricadute pesantissime in termini economici». Montanari che in questi giorni ha spedito a tutti gli organi competenti a vari livelli (provinciali, regionali e nazionali) proposte tecniche elaborate in sede locale, è ben determinato a non "subire" ma a mantenere un ruolo quanto mai attivo e propositivo nella fase della bonifica. «Questo - dichiara - devono concedercelo». Sarà importante, prosegue Montanari, «quello che si farà a livello ministeriale, regionale ma noi dobbiamo essere garantiti dalla nostra Provincia che è chiamata, e intende svolgere, un ruolo fondamentale». Per quanto riguarda la scelta dell'ente che dovrà coordinare la bonifica, Montanari non ha dubbi: «Aipo, Autorità di bacino hanno le competenze per intervenire, ma abbiamo bisogno della Protezione civile nazionale che ha la forza e i mezzi per rispondere alle urgenze che si potrebbero presentare».
