Camera

Politica e affari: ruoli e metodi

Data: 19/08/2006

Non mi illudevo certo, alzando il coperchio del rapporto tra la politica e gli affari, di non finire nel mirino: ma che gli strali contro di me non provengano dai politici (tirati in ballo), bensì dai beneficiati (ignorati), la dice però grossa sulla confusione dei ruoli.
Ho sostenuto, infatti, e lo ribadisco, che la politica dovrebbe preoccuparsi di quando appalti miliardari vedono la partecipazione di un'unica cordata. Un'osservazione la mia che trova i consensi del mondo economico, salvo il caso in cui lo stesso di quella ""torta"" sia compartecipe.
In questi casi, allora, si trova sempre un dante causa, un Milza di turno, pronto a difendere pratiche, comportamenti e metodi, censurati pesantemente in altre occasioni.
Ora, che chi ha vinto un appalto miliardario per assenza di concorrenti sia soddisfatto è legittimo, ma ciò non significa che le leggi del mercato abbiano funzionato.
D'altra parte, quando l'appalto delle mense lo vinse la CIR vi è chi fece 30 pagine di ricorso contestando la lettera del bando di gara. Oggi, invece, con un bando fotocopiato nei suoi indicatori principali, tutti tacciono: e che a tacere siano i contestatori di ieri, commensali di oggi, può starci, che lo faccia la politica, certamente no!
Se poi Milza vuole confrontarsi sul punto non ha che da indicarmi il luogo e l'orario: giusto per la trasparenza degli atti e dei comportamenti.
In ogni caso - anche se so che l'interessato vi aspira da tempo - al Presidente di Confcooperative proprio non riesce di fare il mio ventriloquo. Ne segue che quel volermi mettere in bocca ciò che non dico e non penso si appalesa come un esercizio inutile e noioso; mi permetta di consigliarGli maggior fortuna con il Sudoku. Eviterà così, il replicante Milza, di dover andare a ricercare nel solaio delle idee impossibili convergenze parallele tra la gara delle mense vinte per carenza di concorrenti e la partecipazione di imprese piacentine all'appalto per la realizzazione dell'autostrada Cremona-Mantova, aggiudicata allo stato ad altri.
Continui pure, il Milza, a tesser la trama per far sì che competizione e mercato cedano il passo di fronte allo strapotere monopolistico dei soliti noti.
Mi troverà sempre sulla sua strada: ovviamente dalla parte opposta.
Anche perché, caro Milza, certi discorsi da trombettiere fanno venire il volta stomaco.

da Libertà


Politica, imprese e cooperative:
intese nel rispetto dei ruoli

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di FRANCESCO MILZA*
Il senso dell'accordo tra mondo industriale e cooperative (anche tra quelle che fino all'altro giorno si contrapponevano duramente nelle aule dei tribunali) che ha portato l'Ati guidata da Globalchef ad aggiudicarsi l'appalto delle mense del Comune di Piacenza va nel segno opposto da quanto affermato dall'onorevole Tommaso Foti nel suo intervento del 13 agosto
Infatti il suo argomentare se da un lato può essere compreso nella logica di una politica fatta sempre più spesso di scontro che di reale volontà bipartisan di risolvere i problemi, dall'altro lato non è invece comprensibile se riferito al contrario, al positivo nuovo modo di fare sistema da parte delle imprese piacentine.
Vale all'uopo ricordare una recente indagine che evidenziava come nella nostra provincia solo il 23% del fatturato degli appalti pubblici sia appannaggio di imprese locali (ultimo posto in regione).
Non vediamo quindi come la nuova capacità di fare squadra da parte di imprese locali che hanno i centri direzionali nella nostra provincia, occupano maestranze locali e muovono l'economia locale, possa rappresentare motivo di critica; al contrario pensiamo possa essere questo caso l'emblema di un nuovo protagonismo dell'imprenditorialità locale nonché l'unico modo, come tutti amano ripetere, per contrastare il continuo avanzare di monopoli gestiti dalle imprese multinazionali, spesso senza rapportarsi correttamente con il territorio.
Pensiamo proprio che in questa occasione, come già in qualche recente altro episodio(vedasi il Consorzio costituitosi per la gara Cremona/Mantova), sia stata messa in campo tutta l'intelligenza e la nuova capacità di fare squadra delle imprese locali.
Non ci possiamo nascondere, on. Foti, che le imprese locali hanno potuto muoversi così grazie anche al clima nuovo e favorevole allo sviluppo dell'intero sistema in una nuova e decisiva logica che trova un indispensabile equilibrio tra politica e imprese, tra Istituzioni e mondo economico, che non può essere contrapposizione ma rispetto dei ruoli.
Non è comunque possibile formulare oggi un giudizio su questo scenario tantomeno in chiave politica ; il giudizio vero sarà dato dai risultati che, tutti assieme per il bene del nostro territorio, saremo in grado di raggiungere.
C'è però da dire, fin da ora, che questo sistema che stiamo cercando di mettere insieme, cooperative piacentine, industriali piacentini, artigiani piacentini, è quello che a parole tutti, opinione pubblica compresa, si augurano, tranne evidentemente lei on. Tommaso Foti.
*Presidente Confcooperative Piacenza

da Libertà del 17 agosto 2006

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