Data: 18/11/2009
(gu. ro. ) Il Pdl si dota di un portavoce provinciale. E' Luigi Salice, nominato in questi giorni dal coordinatore provinciale Tommaso Foti e dal suo vice Massimo Trespidi. La nuova figura dovrà collaborare con il vertice del Pdl nel promuovere la politica e le iniziative del partito.
Salice, avvocato e consigliere comunale, era uno dei nomi che più circolavano nelle scorse settimane per il ruolo di capogruppo del Pdl a Palazzo Mercanti in sostituzione di Trespidi che, dopo l'elezione a presidente della Provincia, aveva preannunciato le sue dimissioni dal Comune.
In realtà si è poi sfilato dalla corsa lasciando campo libero a Marco Tassi, l'altro nome forte sul tappeto. «Sì, una mia candidatura era tra le cose possibili, la verità è che un mese e mezzo fa mi sono dedicato a una impegnativa vicenda processuale in Veneto con udienze fissate tutti i lunedì fino a dicembre. Mi spiace dover essere assente per necessità nei giorni in cui si tengono i consigli comunali, oltretutto il processo non finirà quest'anno, sarebbe perciò stato per me non serio insistere nella partita del capogruppo». Così Salice, secondo cui d'altra parte «la maggioranza dei colleghi non credo che avrebbe scelto me, c'erano indicazioni preferenziali su un altro nome e va bene così».
La prima importante questione politica su cui pare doveroso interpellare il nuovo portavoce del Pdl è la scelta del candidato sindaco del centrodestra alle comunali del 2012, tema che ha tenuto banco al recente congresso della Lega che, nel rivendicare per sé quella figura, ha lanciato la corsa dell'onorevole Massimo Polledri, forte anche del "nulla osta" arrivato dallo stesso Foti: «Sicuramente la Lega ha tutti i titoli per aspirare a candidare un proprio rappresentante a sindaco e Polledri ne ha il prestigio e l'autorevolezza», osserva Salice, «dopodiché il percorso vincente e condiviso che ha portato alla candidatura di Trespidi alla Provincia è stato esemplare per capacità e prudenza, credo che sia da ripetere e adesso è ancora tutto da intraprendere».
