Camera

Polledri candidato sindaco, ok dal Pdl

Data: 14/11/2009

«La Lega ha tutti i titoli per poter esprimere il sindaco di Piacenza, una forza politica che ha il peso della Lega ha il diritto-dovere di esprimersi». Se non è un pre-annuncio di incoronazione poco ci manca. Le parole di Tommaso Foti ieri sera al Park Hotel, all'apertura della due giorni congressuale della Lega Nord, hanno avuto il sapore di un via libera alla candidatura a sindaco di Massimo Polledri per il centrodestra alle comunali del 2012.
Già Maurizio Parma, il segretario provinciale uscente del Carroccio, nel presentare giovedì l'appuntamento del congresso aveva rilanciato quello che passa per un patto stretto tra Pdl e Lega alla vigilia delle provinciali dello scorso giugno: via libera a un esponente pdl per via Garibaldi (Massimo Trespidi) in cambio di una candidatura "padana" a Palazzo Mercanti. Lo aveva rilanciato parlando alla stampa, ma dando per la prima volta esplitamente un volto e un nome a quella ipotesi di scuola, il nome di Polledri, deputato leghista nonché consigliere comunale.
«Non è un problema di patti, le allenze si costruiscono su una proposta politica», ha chiarito Foti prima di impartire la sua benedizione alla candidatura del collega onorevole. E poiché la benedizione arriva dal coordinatore provinciale del Pdl si capisce bene come la strada per Polledri non può che apparire spianata.
E tuttavia è da registrare già una voce che si leva in dissenso. Arriva dai banchi del centrodestra in consiglio comunale. E' stato Carlo Mazza in un passaggio della seduta di ieri in commissione consiliare 1 a far capire di non volersi unire al coro: «Polledri candidato sindaco nel 2012? Sì, della Lega però», ha detto stizzito l'esponente del movimento civico Oltre i Partiti rispondendo a Pierangelo Romersi (Pd) che provocatoriamente faceva notare come i giochi per le comunali paiano bell'e fatti nel centrodestra.
Ma tornando al congresso del Carroccio, quella di ieri è stata la giornata dei saluti delle forze politiche, oggi si entrerà nel vivo con la discussione e il voto dei delegati chiamati a eleggere il successore di Parma tra i tre candidati in campo: Pietro Pisani, Carlo Segalini, Andrea Pezzani. «Lascio un movimento sano e al massimo del consenso tra i cittadini», ha detto ieri sera il segretario a cui sono andati i ringraziamenti di tutti per la lunga reggenza del partito. E andando alla vittoria alle scorse provinciali, ha sottolineato il «corposo apporto dato a Trespidi dalla Lega, abbiamo tracciato sentieri importanti per aprire una nuova parentesi nella politica piacentina».
«E' stato unirci il segreto della vittoria», ha insistito sul punto il neo presidente della Provincia che si è detto a capo di un ente che sa «restituire il legittimo orgoglio alla politica piacentina».
Foti gli ha dato man forte: «Siamo orgogliosi degli obiettivi importanti raggiunti, con questa alleanza siamo riusciti ad arrivare al cuore dell'opinione pubblica, alle provinciali abbiamo dato prova di maturità». Per un bis alle comunali occorre elaborare «qualcosa di rivoluzionario rispetto a ciò che l'amministrazione Reggi ha potuto rappresentare, non possiamo pensare di fare solo una campagna contro, dovremo farla per».
Ha evidenziato l'importanza dell'alleanza con l'Udc l'onorevole del Pdl secondo il quale oggi «ci sono tutte le condizioni per poter rappresentare la società dei due terzi, un centrodestra al 66% nel piacentino ritengo sia una sfida possibile, ci possiamo arrivare».
Di un modello Piacenza esportabile in vista delle regionali e con l'occhio al 2012, ha parlato il segretario provinciale dell'Udc Pierpaolo Gallini, mentre Polledri ha concluso la prima giornata congressuale indicando nella Lega una forza di cui «oggi Piacenza non può fare a meno». Un partito «col volto tranquillo, e capace di amministrare «un potere dolce, che si fa col cuore». Dall'onorevole del Carroccio una stoccata ai «poteri forti» ai quali «non consentiremo di fare più quello che vogliono e se dicono stupidaggini, come qualcuno ha fatto sul punto sul Po, troveranno chi gli risponde». Riferimento implicito alle bacchettate del presidente di Confindustria, Sergio Giglio, ai politici piacentini di vertice, colpevoli a suo dire di essere stati latitanti sulla vicenda del crollo del viadotto.
Gustavo Roccella
gustavo. roccella@liberta. it

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl