Data: 15/05/2009
Un nuovo ponte per Piacenza, pronto per luglio 2010. Un viadotto che "che ci fa dormire tranquilli per 100 anni" su cui potranno passare mezzi pesanti e a prova di terremoto. E' la proposta dell'Anas per far fronte al problema della viabilità dopo il crollo del 30 aprile scorso. Il presidente dell'Anas, Pietro Cucci, nella audizione di ieri presso la Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera, ha sostenuto che questa è "l'opzione più auspicabile", che costerà tra i 30 e i 40 milioni di euro e risponderebbe anche alla mutata classificazione sismica.
Il progetto, per quello che sarebbe un rifacimento integrale del viadotto, prevede una "silhouette leggera" con piloni più alti di quelli attuali. La Società ha già pronto un progetto preliminare: alcune tavole sono state presentate in Commissione; erano presenti di deputati piacentini Paola De Micheli, Massimo Polledri, Tommaso Foti, mentre a margine dell'audizione l'ex Ministro Pier Luigi Bersani ha avuto un breve colloquio con Ciucci.
I lavori impegnerebbero circa 14 mesi, quindi il nuovo ponte potrebbe essere pronto "per luglio dell'anno prossimo", spiega Ciucci, che aggiunge: "Speriamo che la Procura di Lodi possa farci iniziare i lavori al più presto". Altra soluzione "possibile", sempre secondo il Presidente, è quella di un "intervento tampone, finalizzato alla ricostruzione della sola campata crollata". Questa ipotesi, sconsigliata da Anas che la considera "l'ennesimo rattoppo", richiederebbe 10 mesi per completare i lavori, ed il costo sarebbe di meno di 5 milioni. In questo caso i mezzi pesanti resterebbero esclusi dal transito sul viadotto.
Esclusa una soluzione provvisoria, rappresentata dal ponte Bailey. La proposta dell'Anas sarà argomento della riunione già fissata per il 18 in Prefettura a Piacenza, alla quale parteciperà lo stesso Ciucci. Il Presidente dell'Anas ha anche dedicato una parte della sua relazione alle cause del crollo. Si ribadisce, in sostanza, che la colpa è della piena. Ciucci esclude che ci sia un nesso con i lavori eseguiti dall'Anas che al momento del crollo avevano raggiunto uno stato di avanzamento del 60%. Anzi, "i lavori effettuali - sostiene il Presidente citando la perizia dell'esperto Giorgio Malerba - hanno contribuito ad evitare la propagazione del danno all'intera struttura". Le "uniche cose certe", spiega, "sono che la campata si è spezzata in corrispondenza nel giunto 'gerber' posto a 15 metri dall'asse della pila". Inoltre, il fiume Po "era in una piena straordinaria e nei pressi dell'area si è contemporaneamente verificato lo sfondamento dell'argine golenale in sponda sinistra, con la tracimazione delle acque e la formazione di correnti e vortici che hanno interessato con violenza la campata crollata".
"In ogni caso - chiude sul punto - si ritiene doveroso attendere le risultanze delle indagini avviate dalla Magistratura per accertare la verità dei fatti".
Infine, per quanto riguarda i pedaggi autostradali, la cui esenzione era stata estesa a 70 Comuni, Ciucci ha riferito che ad oggi sono pervenute 2440 richieste in tal senso da parte di aventi titolo, tutte evase dall'Anas.
Marta Tartarini
