Data: 23/06/2009
Il sindaco Roberto Reggi e il presidente della Provincia Massimo Trespidi domani o al più tardi giovedì saranno protagonisti di una vera e propria missione istituzionale finalizzata a sbloccare definitivamente l'iter per il rifacimento del ponte stradale sul fiume Po crollato il 30 aprile scorso.
Due gli incontri previsti: il primo con il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso (che domenica ha spedito come da prassi alle Regioni Lombardia e Emilia Romagna la bozza della procedura d'urgenza che dovrebbe snellire l'iter burocratico per i lavori), il secondo al ministero dei Beni culturali. Un confronto, quest'ultimo, fondamentale perchè finalizzato a impedire che la Soprintendenza di Milano ponga qualche vincolo sui piloni del ponte crollato che si trovano in territorio lodigiano.
Anas, infatti, prevede il loro abbattimento, qualora non si potesse attuare tutto il progetto andrebbe rivisto, con un aumento sensibile dei tempi e dei costi di realizzazione.
«Noi speriamo che non accada - commenta Reggi - anche. La procedura d'urgenza (sollecitata a più riprese dai parlamentari piacentini Tommaso Foti del Pdl e Paola De Micheli del Pd e che aspetta il via libera ufficiale del governo, ndr) sta seguendo il suo normale iter, con la comunicazione di Bertolaso alle Regioni interessate e l'invio della bozza del provvedimento. Al sottosegretario chiederemo la massima flessibilità, così come al ministero dei Beni culturali: l'obiettivo è di rispettare i tempi che ci siamo dati, ossia poter dare il via libera definitivo al progetto durante la conferenza dei servizi del primo di luglio».
Il sindaco ritiene che sia un obiettivo da centrare assolutamente: «Io credo che la possiamo fare - spiega - noi come amministrazione comunali faremo tutto quello che dovremo, sono certo che lo faranno anche le altre istituzioni. Con la Soprintendenza di Bologna abbiamo trovato un accordo per la salvaguardia degli archi in territorio piacentino che ha sistemato la situazione su questa sponda, si tratta di fare lo stesso in quella lodigiana».
Adeguate pressioni sulla Soprintendenza di Milano potrebbero arrivare dal ministero? «Io non credo ci sia bisogno di tutto questo - risponde Reggi - sono convinto che i tecnici si possano convincere già guardando le relazioni che l'autorità di bacino sta preparando e che indicano chiaramente come il regime del fiume è tale che un numero di pile come quello del lato lombardo sia pericoloso, considerando anche il loro stato di conservazione. Di fronte a questa dimostrazione, non penso che si possa opporre ulteriore resistenza alla loro demolizione e ricostruzione».
«Con il progetto che realizzerà Anas, anche grazie alla procedura d'urgenza che snellisce i tempi della burocrazia - conclude il sindaco - in circa un anno e mezzo avremo un nuovo ponte più sicuro, agile, snello, meno invasivo, più bello e che abbia anche una traccia storica. Il traguardo è vicino, dobbiamo lavorare insieme per raggiungerlo».
Michele Rancati
