Data: 01/07/2009
Sedici avvisi di garanzia per il crollo del ponte sul Po. Nel mirino della procura della Repubblica di Lodi sono finiti funzionari Anas del compartimento della Lombardia in servizio dal 1995 ad oggi. Le accuse sono quelle ipotizzate da subito dopo il disastro: lesioni colpose e disastro colposo. Secondo quanto si è appreso, tra gli indagati c'è anche l'ingegner Claudio De Lorenzo, attuale capo compartimento Anas della Lombardia, atteso oggi a Piacenza per il vertice in prefettura. A quanto risulta le informazioni di garanzia sono partite nella giornata di lunedì. Il procuratore di Lodi Giovanni Pescarzoli ed il pubblico ministero cui è stata affidata l'inchiesta: Delia Annibaldi hanno tirato le fila dell'inchiesta e ritenuto di attribuire precise responsabilità per il crollo a dirigenti Anas.
Intanto, per quanto riguarda il progetto per la realizzazione del nuovo ponte: si è lavorato intensamente dietro le quinte in queste ultime ore, per arrivare stamattina con il miglior assetto operativo alla conferenza dei servizi fissata in prefettura. In questi giorni si attendeva, per la verità, anche la firma dell'ordinanza di urgenza da parte del premier Silvio Berlusconi, ordinanza portata avanti dal sottosegretario Guido Bertolaso "pungolato" dagli enti locali e incalzato dai nostri parlamentari. In realtà la documentazione - come confermano i parlamentari stessi Paola De Micheli e Tommaso Foti - è pronta ed è stata inviata alle Regioni Emilia Romagna e Lombardia che devono ora produrre le loro controdeduzioni. Solo a procedura completata di potrà ottenere la firma necessaria per assicurare al nuovo progetto del ponte una corsia preferenziale.
La procedura d'emergenza consente infatti anche di evitare la valutazione di impatto ambientale che da sola richiederebbe almeno un anno di tempo per essere svolta. Sicuramente lo snellimento procedurale è una condizione indispensabile per andare avanti speditamente.
Ma il conto alla rovescia è iniziato. Stamane intanto, in prefettura, nuovo meeting fra enti locali piacentini e del Basso lodigiano, con presenti Anas e le Soprintendenze. A quanto pare, si è sciolto il nodo del rifacimento delle pile storiche in area lodigiana, ma solo oggi sapremo con esattezza se il progetto definitivo presentato dall'ingegner Michele Mele verrà adottato da tutte le forze in campo. Anche il sindaco Reggi ha pensato ad alcune migliorie estetiche, nulla che interferisca con l'aspetto strutturale e da mettere in campo in un secondo tempo. Altre considerazioni potranno fare i diversi soggetti convocati al tavolo prefettizio.
Si deve portare a casa una soluzione - aveva tuonato l'ultima volta il neo presidente provinciale Massimo Trespidi, entro la data di oggi.
Procede anche l'operazione del ponte provvisorio di barche che Anas finanzierà con sette milioni di euro. Per questa soluzione-tampone resta da chiedersi se tale ponte sarà sempre fruibile, non solo in caso di piena del Po, ma forse soprattutto di secca e di abbassamento del livello del fiume. Da segnalare, infine, una presa di posizione della Lac per dire, fra l'altro, che Anas «non deve essere vista come nemico da combattere ma come una importante struttura governativa con cui collaborare sul territorio».
p. s.
