Data: 22/09/2009
piacenza - «Sul progetto del ponte del Trebbia ci sono problemi legati alla realizzazione delle "palancole" (attrezzature in ferro utilizzata per dare forma a un manufatto, in questo caso il pilone ndr). Ad oggi su quel progetto si sono evidenziati elementi di perplessità». L'annuncio al consiglio provinciale dato dal presidente Massimo Trespidi alle ultime battute della riunione, ha lasciato raggelati.
«Si tratta di un aspetto tecnico - ha aggiunto - che viene messo in discussione da coloro che si sono aggiudicati l'appalto». Che fare? «Alla fine del mese o, al più tardi all'inizio di ottobre, si farà una prova - segnala l'assessore ai lavori pubblici Sergio Bursi - nello stesso punto in cui dovrebbero essere realizzati, secondo il progetto, i piloni del ponte. Quella sarà la prova del nove. Il punto controverso - spiega l'assessore - riguarda un interrogativo legato al sottosuolo del Trebbia e il timore che la gabbia in ferro non riesca a penetrare lo strato ghiaioso (ed essere poi estratta una volta riempita con il cemento) qualora incontrasse un substrato massiccio, non frantumatato. Comunque se la prova andrà a buon fine - è il commento di Bursi - non è escluso che possa essere considerata anche un inizio lavori». Intanto intorno all'area di cantiere si è conclusa la bonifica militare e tutto sarebbe quindi pronto per partire salvo questo intoppo insorto un paio di settimane fa.
Se la posizione dell'assessore è cauta c'è anche chi teme che questo «possa mettere a rischio il progetto complessivo. Infatti la scelta dei progettisti di realizzare le palancole contrasterebbe dunque con soluzioni diverse proposte dal Consorzio di aziende che si è aggiudicato l'appalto». Ma l'assessore ribadisce: «Fino a quando non sarà verificato in loco quanto prevede il progetto, il nuovo ponte, per quanto mi riguarda, sarà realizzato con le palancole». E in caso contrario? «Se si presentasse una situazione diversa, ebbene, a quel punto vedremo il da farsi». Una fase dunque particolarmente delicata per un'opera attesa da diversi anni ormai in dirittura d'arrivo.
Ponti: dal Trebbia a Po - Durante la discussione sulla mozione del consigliere del Pd Marco Bergonzi riguardante la collocazione di un pannello luminoso per segnalare i giorni che mancano alla ricostruzione del ponte del Po crollato da 5 mesi (mozione poi respinta), un accenno al ponte del Trebbia esistente è venuto dal consigliere Tommaso Foti. Lo ha definito «ammalorato» sottolineando che necessita di interventi urgenti. Ha parlato infatti di «infiltrazioni d'acqua» che dovrebbero preoccupare. E, quanto ai tempi per la realizzazione delle opere, (in risposta alle sollecitazioni di Bergonzi) il consigliere ha ricordato che, per il nuovo ponte sul Trebbia, si attende da 9 anni e, dopo tutto questo tempo - ha detto - finché l'Anas ora non risolve il problema posto da chi si è aggiudicato l'appalto, la Provincia resta in attesa. Un pannello informativo per segnalare quanto manca alla fine dei lavori, dunque, sarebbe forse necessario collocarli dove ci sono opere incompiute». «Un cartello che segnali quanto tempo manca alla costruzione del ponte sarebbe educativo - si è espresso Gianluigi Boiardi che ha rimarcato come dopo 5 mesi dal crollo del ponte che collega due importanti regioni nella zona più industrializzata del paese non si sia ancora partiti». In merito alla proposta di Bergonzi un coro di no dai banchi della maggioranza: Stefano Cavalli, Filippo Bertolini, Gianpaolo Fornasari e Bruno Ferrari.
Antonella Lenti
