Camera

Prc e Pd indignati con Tassi

Data: 11/11/2008

(mir) «Non sarò contento fino a quando assieme alla Sinistra radicale resteranno fuori dal Parlamento altre forze di ispirazione comunista come il Partito democratico».
Questa frase di Marco Tassi (An), pronunciata sabato nella manifestazione del Popolo della libertà per ricordare la caduta del Muro di Berlino, ha suscitato la ferma reazione del capogruppo del Pd in consiglio comunale Pierangelo Romersi: «Spero che gli altri esponenti del Pdl piacentino prendano le distanze da queste dichiarazioni, ricordandosi magari che a Piacenza il Pd è il primo partito e che gli unici movimenti che in Parlamento non possono esserci per legge sono quelli di ispirazione fascista. Tra l'altro, la caduta del Muro è stata una delle condizioni che ha poi portato alla nascita dello stesso Partito democratico».
Ancora più dura la presa di posizione di Roberto Montanari, segretario provinciale di Rifondazione comunista: «Il centrodestra ha avviato la campagna elettorale per le prossime Provinciali con un'inquietante lezione di democrazia. Nella ricorrenza della caduta del muro di Berlino gli esponenti in quota An perdono i freni inibitori e danno libero sfogo al loro pensiero: Tassi spera di festeggiare l'esclusione dal Parlamento anche del Pd dopo quella della sinistra di alternativa, l'onorevole Tommaso Foti si indigna per il canto di "Bella ciao" in occasione della vittoria del Presidente Boiardi quattro anni or sono. Perdono il pelo ma non il vizio i fascisti pentiti di An - aggiunge - che dietro l'ipocrita dissimulazione di perbenismo moderato manifestano apertamente il loro vero spirito illiberale ed antidemocratico. Sperano in un regime di fatto monopartitico nel quale anche una blanda opposizione come quella del partito di Veltroni non trovi rappresentanza parlamentare e nel quale le canzoni dei partigiani siano messe al bando. In crisi verticale di consensi per le politiche del governo capaci solo di tagliare servizi e diritti dei cittadini, come nel caso della scuola, e di sostenere banchieri e speculatori finanziari anziché i piccoli e medi risparmiatori gli "alleati nazionali" - conclude - si preoccupano di racimolare voti sul versante più estremo della destra organizzando convegni (come di recente avvenuto nella nostra città) coi gruppi radicali del neofascismo e assumendo un atteggiamento arrogante e revanscista. Non ci spaventa, ma ci inquieta il fatto che nel principale partito di governo alberghino personaggi ed idee che si pongono in imbarazzante contrasto con la democrazia».

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Rassegna Stampa

TommasoFoti
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