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«Primi a sostenerci, sarete ripagati»

Data: 19/04/2008

(gu.ro.) C'erano il Comune, la Provincia, le categorie economiche, la Camera di commercio, i sindacati, un parlamentare (il deputato di An-Pdl Tommaso Foti, fresco di rielezione), l'Università Cattolica, il Politecnico, Piacenza Expo, Tempi. Ricca la platea piacentina che ieri in municipio ha partecipato all'incontro con il vicepresidente del consiglio comunale di Milano Davide Corritore e con Massimiliano Perri, vicedirettore del Comitato di pianificazione per l'Expo 2015.
Un primo tavolo di confronto che pare avere dato buoni frutti: a fine maggio le istituzioni e le forze socio-economiche piacentine torneranno a incontrarsi per preparare un pacchetto di progetti da presentare a Milano entro il 30 giugno, quando è in agenda un passaggio importante per l'Expo, la costituzione della società chiamata a gestire tutta la partita organizzativa.
E Piacenza ha l'ambizione di riuscire a farne parte, non escludendo l'acquisizione di una quota di azionariato. Ipotesi di fronte alla quale Milano è pronta alle aperture. «Siamo senz'altro favorevoli a un coinvolgimento stabile di Piacenza che è stata tra le prime città a credere alla candidatura di Milano, e la cosa ha particolarmente colpito Letizia Moratti che tra l'altro ha una sorella che vive qui da voi, a Bobbio». Sono parole di Corritore che, pur restando prudente («Il modello di governance va ancora valutato»), ha messo in conto anche un «tipo di partecipazione societaria». Ma questo si vedrà.
Il numero due del consiglio di Milano ha detto di avere «trovato una risposta molto pragmatica» dagli interlocutori piacentini. Bene «l'esigenza condivisa di una cabina di regia senza differenziazioni e particolarismi: ho avuto la sensazione che la cultura dell'Expo sia stata percepita». Piacenza, a suo giudizio, non può che essere «una tappa naturale» per il pubblico di visitatori del 2015, gente che «resterà a Milano più di una giornata».
Collegamenti stradali e ferroviari sicuramente da potenziare, e tuttavia «la grande opportunità» sarà legata al tema dell'Expo, l'alimentazione, il cibo, la terra: «Va creata una sensibilità nuova su questi argomenti, specie nelle giovani generazioni, pensando non solo a noi, ma anche al resto del pianeta dove si soffre la fame, dove le ricadute negative delle mutazioni climatiche, da un lato, e della globalizzazione dei mercati, dall'altro, colpiscono soprattutto l'agricoltura in tutta la sua filiera, dalla produzione alla distribuzione e alla conservazione».
E se, dopo esserlo stato dell'industria, Milano oggi si candida a diventare la capitale dell'agroalimentare, in Piacenza può trovare il partner ideale: «Penso alle vostre università, a quella, prestigiosa, di Agraria. L'Expo sarà la vetrina per le ultime frontiere dell'innovazione e della ricerca in questi campi che possono offrire grandi prospettive di sviluppo economico e professionali per i giovani». Ma per Piacenza, si è detto convinto Corritore, si tratterà anche di una «irripetibile occasione di marketing territoriale», per mostrare il suo «potenziale di attrazione, in termini di qualità del vita, anzitutto sui milanesi che già ora scelgono di venire ad abitare da voi».

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TommasoFoti
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