Data: 30/09/2008
Sulla carta si preannunciava come un'assemblea incandescente. E le promesse non sono andate deluse. Nell'auditorium della scuola media Calvino, pieno fino all'inverosimile di genitori, insegnanti e operatori scolastici, è andato in scena il confronto-scontro sulla riforma Gelmini, secondo incontro pubblico promosso dai sindacati di categoria.
Questa volta i diretti interlocutori dei partecipanti all'assemblea sono stati l'onorevole Tommaso Foti (An-Pdl), l'unico parlamentare piacentino presente, essendo il senatore Massimo Polledri (Lega Nord) assente giustificato, e Marisa Malavasi, referente regionale della scuola per Forza Italia, seduti a fianco di Marina Molinari (Cisl Scuola), Raffaella Morsia (Flc Cgil), Fulvio Vassallo (Gilda) e Vittorio Regi di Snals, il quale ha abbandonato però presto la sala.
Il tono dell'incontro-fiume, durato quasi 3 ore, è stato lasciato al libero contributo dei presenti, i quali hanno duramente contestato i provvedimenti che il Governo si appresta a varare, con tagli netti anche sul fronte del personale in forze al sistema scolastico. «Non possiamo essere considerati fannulloni - ha detto un'insegnante - dopo aver trascorso 20 anni a insegnare a classi di 28 studenti». «Ritornare al maestro unico significa ridurre le compresenze in aula - ha aggiunto un'altra - attività necessaria per garantire l'inserimento e l'integrazione degli alunni stranieri. I risparmi di oggi possono tradursi in costi futuri da sostenere in sicurezza».
«Qualora vengano approvati i criteri che definiscono i numeri minimi per le sedi scolastiche - afferma Marina Molinari - rischiamo di avere pesanti ricadute sui plessi, con il rischio di chiusura per 26 scuole, anche nel capoluogo». A Foti e Malavasi il compito non facile, visti i toni caldi del dibattito e le dure contestazioni, di difendere le misure di riassetto del sistema scolastico proposto dal ministro Gelmini. «La scuola serve agli insegnanti, è vero, ma prima ancora - afferma l'onorevole Foti - serve alle famiglie e agli studenti. I tagli di cui si parla non incideranno così pesantemente come si vuole far credere: il tempo pieno verrà garantito». Malavasi fa notare l'impossibilità «di essere riuscita ad instaurare un vero dialogo. Il dibattito ha assunto subito un profilo ideologico ed è stato impossibile riuscire ad affrontare, sotto l'aspetto tecnico, i contenuti della riforma. Per quanto riguarda l'occupazione, saranno mantenuti i livelli attuali. Sarà difficile creare nuovi posti, ma è lo stesso anche in altri settori». «Abbiamo preso atto che, a domande molto precise - dice Raffaella Morsia - sono arrivate risposte insoddisfacenti. Siamo disposti a organizzare un "corso di recupero" per i parlamentari di maggioranza».
