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Proposta di legge costituzionaleFoti (Pdl): «Tutelare e valorizzare i linguaggi popolari»

Data: 12/05/2009

Valorizzare i dialetti, perché «come la Costituzione italiana tutela le minoranze linguistiche», è «giusto che protegga anche le lingue storiche e gli idiomi locali». Questo è l'obiettivo della proposta di legge costituzionale presentata dal deputato Pdl, Tommaso Foti.
La proposta si propone di «tutelare i linguaggi popolari che racchiudono l'essenza stessa della storia e della cultura delle nostre città e regioni, vera ricchezza della nostra straordinaria nazione». E lo fa, spiega Foti, modificando l'articolo 6 della Costituzione, al quale verrebbe aggiunto il seguente comma: «La legge tutela il patrimonio culturale linguistico italiano, rispettando e proteggendo le lingue storiche e gli idiomi locali».
L'idea del piacentino nasce dalla considerazione che l'Italia, si legge nel testo, «ancor più di altre nazioni europee, ha al suo interno una notevole varietà di idiomi locali. Ogni regione e addirittura ogni provincia al suo interno ha diversi tipi di dialetto. Al nord, come al centro e al sud dell'Italia, l'impiego delle lingue locali è ancora molto diffuso; molte persone anziane utilizzano maggiormente la lingua dialettale rispetto alla lingua nazionale».
Il linguaggio, scrive Foti, «è l'attività che più delle altre connota l'essere umano ed è quindi nel linguaggio che sono racchiuse e riconoscibili le peculiarità dei gruppi umani e delle civiltà. Per queste motivazioni si ritiene opportuno e doveroso - propone il parlamentare - l'inserimento nella Carta costituzionale del rispetto e della protezione degli idiomi locali e delle lingue storiche della nostra Patria, vero patrimonio culturale italiano da tutelare». Peraltro, si osserva nella proposta di legge, i dialetti possono «contenere molte varianti, che a loro volta possono contenere sottovarianti di aree ancora minori». Foti precisa infine che ci sono «due principali diverse accezioni di dialetto. La prima, di derivazione anglosassone, prevede che il dialetto sia una delle varianti di un continuum linguistico-geografico. La seconda, di derivazione greca, vuole che il dialetto altro non sia che un idioma con una sua caratterizzazione territoriale, a prescindere da qualsiasi legame con altri idiomi vicini o con lingua ufficiale che vige nel suo territorio di pertinenza».
M.T.

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