Data: 14/12/2009
Il giorno 24 agosto "giorno del ricordo delle vittime cadute nei gulag sovietici, al fine di consegnare alla memoria la tragedia degli internati nei campi di concentramento comunisti". E' quanto chiede il deputato Pdl Tommaso Foti in una proposta di legge che istituisce un giorno del ricordo, durante il quale promuovere iniziative e favorire ricerche, convegni e dibattiti utili a conservare la memoria. La scelta della data è spiegata con il fatto che "la fine di questa pagina buia e orrenda è il 24 agosto 1991, con la caduta del regime comunista e la salita al potere in Russia di Boris Eltsin". Foti sottolinea che "ci sono pagine, nella storia degli uomini e delle nazioni, che grondano di dolore e ingiustizia. Il ventesimo secolo, già martoriato dalle due guerre mondiali, ha subito anche l'onta dell'immane tragedia dei deportati nei campi di sterminio sovietici". Il parlamentare piacentino ricorda che "pochi sono i libri di storia che documentano questo massacro", mentre "accurate ricerche hanno portato alla luce un numero drammatico di persone che, dalla salita al potere del regime comunista in Russia nel 1917, sono state deportate in questi campi di ?amministrazione controllata' sottoposte a torture e uccise". Il dato, osserva Foti, è "impressionante: gli internati furono circa 18 milioni e circa 4 milioni e mezzo non fecero più ritorno". Nella sua proposta di legge, Foti ripercorre le tappe fondamentali della storia dei gulag (acronimo di Glavnoe Upravlenie Lagerej, ossia amministrazione generale dei campi), arrivando agli anni Trenta, durante i quali "contrariamente a quanto si è soliti ritenere, il gulag continuò ad espandersi raggiungendo l'apice negli anni Cinquanta. In quell'epoca i campi svolgevano ormai una funzione fondamentale nell'economia della Russia comunista. Fornivano un terzo dell'oro sovietico, buona parte del carbone e del legname e molto di tutto il resto". Insomma, "nel corso dell'esistenza dell'Unione Sovietica sorsero almeno 466 campi". Foti si augura che l'approvazione della proposta di legge sia condivisa da tutte le forze politiche e "sarebbe un passo fondamentale per la ferma condanna di ogni dittatura, nonché un monito per le nuove generazioni al rifiuto di ogni totalitarismo".
m. t.
