Data: 22/12/2008
Istituire un servizio gratuito di teleassistenza e telesoccorso sanitari per anziani, portatori di handicap gravi e malati cronici non ricoverati in strutture sanitarie. E' quanto chiede, con una proposta di legge, il deputato Pdl-An Tommaso Foti, secondo il quale «va ripensata la politica di assistenza per queste categorie di persone, in virtù degli strumenti tecnologici di cui disponiamo. Il livello di civiltà di uno Stato si misura soprattutto dal trattamento riservato ai suoi cittadini più vulnerabili».
Per Foti «carenze nel sistema dei trasporti, urbanizzazioni selvagge e ghettizzanti, servizi sanitari a volte lontani o difficilmente raggiungibili dai luoghi di residenza» portano spesso a condizioni di «forte penalizzazione. In questo senso, l'utilizzo razionale e pianificato del servizio di telesoccorso si rivela utilissimo nell'assistenza agli anziani, ai disabili e ai malati cronici, portando apprezzabili vantaggi sia per l'utenza che per i gestori del servizio sanitario nazionale, attraverso l'abbattimento dei costi di gestione che si realizza grazie all'impiego delle moderne tecnologie informatiche».
La proposta prevede che, entro un anno dall'entrata in vigore, le amministrazioni comunali effettuano il censimento dei nuclei familiari con reddito annuo inferiore ai 6 mila euro e composti esclusivamente da cittadini di età superiore a 65 anni. Il vincolo dell'età non vale per i portatori di handicap, mentre i cittadini di età inferiore ai 65, con reddito annuo non superiore a 6 mila euro potranno accedere al servizio di teleassistenza con una riduzione del 50% del costo previsto.
Le strutture che garantiranno il servizio dovranno disporre di requisiti fondamentali che garantiscono la sicurezza e la qualità delle prestazioni erogate. I costi della attività oggetto della proposta di legge è a carico dei Comuni ma Foti ritiene che «sarebbero frutto di una compensazione, derivante dai minori oneri che deriverebbero dalle altre forme assistenziali garantite dagli enti stessi. Inoltre - conclude il deputato piacentino- quasi tutte le associazioni che si occupano della materia accedono facilmente ai contributi che le varie Fondazioni, soprattutto bancarie, sono tenute per legge a mettere a disposizione».
M.T.
