Data: 07/12/2010
Rappresenteranno a Bologna le istanze per modificare la legge sulla bonifica. Tre consiglieri provinciali, Bruno Ferrari, Thomas Pagani e Antonino Coppolino sono stati delegati per illustrarne i contenuti. Tra i punti della proposta la rappresentanza in seno al Consorzio dei proprietari degli immobili. Elemento che ha portato le forze di centrodestra ad invitare al non voto poiché il contributo per la bonifica viene pagato dai proprietari degli immobili che poi non trovano rappresentanza nel consiglio dell'ente. Con questa iniziativa - hanno spiegato i proponenti il testo di legge - si vuole stabilire un principio di civiltà giuridica e porre fine agli innumerevoli contenziosi. Non si contano le sentenze positive per gli utenti che hanno sancito il fatto che per il pagamento deve essere dimostrato il beneficio portato all'immobile. Il fatto è che - sostengono - nel tempo si è confusa attività di bonifica con difesa del suolo, questa deve rientrare nella fiscalità generale. Ciò non significa un aggravvio di tassa, ma nel gettito fiscale che già si paga, deve essere inserita anche la gestione del territorio. Oggi così non è. Altro è il concetto di bonifica che porta automaticamente il beneficio per gli immobili interessati, ma diversamente da quanto accade oggi deve essere il Consorzio a dimostrare che il beneficio esiste e non il contribuente. Nell'articolo uno della proposta si chiede che i Consorzi delimitino i perimetri della contribuenza, altra cosa dal piano di classifica aspetti, questi, di cui dovrebbero occuparsi i consigli provinciali non le Regioni. Un altro articolo riguarda la "proprietà" dei diversivi. Negli anni scorsi il Comune capoluogo ha chiesto di poter gestire queste strutture realizzate dalla stato e ora gestite dal Consorzio. Il motivo? E' semplice. Sarebbe molto più risparmioso. «Ora - segnalano i proponenti della legge - il Consorzio "succhia" ai cittadini di Piacenza oltre due milioni e mezzo all'anno, ma uno studio di qualche anno fa dimostrò che, per la gestione dei diversivi, non si andrebbe oltre il costo di 50mila euro. Tra l'altro in consiglio provinciale si è votato un ordine del giorno in cui si chiede alla giunta di verificare che tali opere rientrino nell'elenco dei beni alineabili composto dall'Agenzia del Demanio in pubblicazione prima di Natale. Il confronto è dunque aperto soprattutto sulla scadenza del 12 dicembre. Dal centro destra resta l'invito al non voto. Lo ribadisce e motiva la posizione il coordinatore del Pdl Tommaso Foti. «Senza voler entrare nelle scelte individuali di nessuno ritengo che l'astensione sia un messaggio più forte che, soprattutto i proprietari di immobili, possono dare in questo momento. Atteso che non si contesta la funzione del Consorzio di bonifica in sè, ma invece, soprattutto, l'applicazione del tributo con particolare riferimento alla contribuenza urbana».
a. le.
