Camera

«Provincia, agire senza perdere tempo»

Data: 07/08/2012

Sia che il consiglio provinciale sia chiamato a discutere un possibile ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio per impugnare l'accorpamento della nostra provincia, sia che decida di deliberare le richieste per un'azione referendaria, il centrodestra piacentino chiede, in ultimo appello, un'azione convinta, il più possibile unitaria.
Alla vigilia del voto alla Camera sul decreto della "Spending Review", previsto per oggi, è una chiamata a larghe intese quella dei parlamentari piacentini Tommaso foti del PdL e Massimo Polledri della Lega Nord, ieri nella sede del Carroccio di via Trieste con il presidente del consiglio provinciale Roberto Pasquali e il capogruppo leghista Thomas Pagani. «Prendiamo atto che la via parlamentare è chiusa - ha detto foti -. La palla non è stata messa neppure in campo, perché il decreto è rimasto piuttosto blindato».
«Un'azione realmente trasversale, nonostante il dichiarato sostegno di molti sindaci del centrosinistra, è venuta meno - sottolinea Polledri -. Non c'è stata possibilità di avviare un ragionamento unitario. Questo riordino non porterà ad alcun risparmio, la soluzione degli accorpamenti è difficile, dal punto di vista tecnico. Ora, ci troviamo a gestire il nodo politico sul che cosa fare a partire da domani. Nessuno si illuda sui tempi: sono stretti, dobbiamo muoverci in fretta, non siamo affatto ottimisti».
Sul tavolo del presidente della Provincia, Massimo Trespidi, sarebbero arrivate due proposte. Una arriva da Reggio Emilia, si ricorda, dove il consiglio provinciale ha deliberato la proposta, da inviare in Regione, di una macroarea "Emilia" da Modena a Piacenza. L'altra è quella caldeggiata dalla stessa maggioranza in corso Garibaldi, e cioè attivare il percorso previsto dall'articolo 132 della Costituzione: la parola ai cittadini, tramite referendum.
La Provincia "Emilia" sarebbe una «sciagura - per foti - ci renderebbe ancor più marginali. Siamo di fronte a un fatto epocale, non sono innamorato del referendum, questo deve essere chiaro. È stata indicata una strada, se ve ne sono altre parliamone. Entro fine ottobre bisogna battere un colpo, altrimenti non avremo più il capoluogo. Il sindaco di Piacenza sarà il sindaco di un grosso comune della nuova provincia, punto. Perderemo a ruota Prefettura, Questura, Agenzia delle entrate, e così via».
È probabile che, a breve, venga convocata una riunione della maggioranza in consiglio provinciale, cui seguirà una riunione dei capigruppo e, infine, il consiglio. «Il mese di agosto può essere utile per preparare attentamente gli atti, se va avanti un disegno forzato non ci sarà nemmeno più una Provincia che possa chiedere un ricorso o un referendum» annuncia foti. «Non c'è tempo fino a ottobre, si deve decidere entro agosto, con un pronunciamento provinciale che nasca da una grande volontà» invita in conclusione Polledri. «C'è poco da cantare fuori dal coro» sostengono i parlamentari.

da Libertà

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TommasoFoti
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