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"Provincia di Parma e Piacenza" sul decreto: «Beffa»

Data: 08/11/2012

La Gazzetta Ufficiale numero 259, quella di ieri, ha pubblicato il decreto legge 5 novembre 2012, numero 188. Un atto storico, che sancisce la nascita della Provincia di Parma Piacenza (e non di Piacenza Parma, come concordato dal Consiglio delle autonomie locali). Sarà operativa dal primo gennaio 2014, avrà 731.995 abitanti e un reddito pro capite annuo, stando alle prime stime, di 29.995 euro, con un tasso di disoccupazione che dovrebbe aggirarsi intorno al 4,2 per cento. Sarà capoluogo di provincia il Comune che ha maggiore popolazione residente, quindi Parma: gli organi di governo avranno sede esclusivamente nel comune capoluogo di provincia, si legge ancora nel decreto, e non potranno essere istituite sedi decentrate. Ad Avellino, in tremila hanno protestato in corteo, nei giorni scorsi, per chiedere il capoluogo. Qui, senza cortei, come fa notare l'onorevole pidiellino Tommaso foti, Parma vince la corsa al nome, e, al di là della dicitura, Piacenza potrebbe perdere praticamente tutto. In prospettiva, Prefettura, Questura, comandi provinciali, Agenzia delle entrate, Inps, motorizzazione.
«Come previsto, il cambiamento delle carte in tavola della Regione Emilia-Romagna rispetto alla denominazione delle Province proposta dal Comitato delle autonomie locali ha avuto pieno seguito nel testo del decreto legge di riordino delle province - incalza ancora il parlamentare piacentino foti (PdL) -. Pur non avendo mai fatto di una questione nominalistica un fatto di vitale o di essenziale rilevanza resta il fatto che sarà operativa la Provincia di Parma e Piacenza in luogo di quella di Piacenza e Parma prospettata dal Cal. Tanto per cambiare una nuova beffa per Piacenza, con la Regione che traccia il solco e il ministro Patroni Griffi che lo difende».

da Libertà

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