Data: 19/07/2009
Immediate reazioni da parte del centro destra, con l'onorevole Tommaso Foti e il consigliere provinciale Luigi Francesconi, alle dichiarazioni di Sabrina Freda, Italia dei valori, (ne abbiamo riferito ieri) perché un'interrogazione presentata dal consigliere Samuele Raggi, che investe una vicenda giudiziaria di anni fa che interessò l'assessore al welfare Pier Paolo Gallini, iscritta all'ordine del giorno del prossimo consiglio provinciale del 24 luglio sarà discussa in seduta segreta.
Nella sua replica il parlamentare del Pdl Foti (anche consigliere provinciale) parla di «due pesi e due misure» da parte dell'esponente di Italia dei valori. «Un'inflessibile custode dei pubblici costumi quando si tratta di attaccare avversari politici come Gallini, a carico del quale nulla risulta; una silente e complice comparsa quando le vicende giudiziarie investono esponenti della sua coalizione politica. Ciò detto, stupisce che un'esponente politica non spieghi ai suoi elettori come mai nulla abbia ancora detto sulla vicenda giudiziaria che interessa l'ex vicepresidente della Amministrazione provinciale Mario Spezia, alleato politico dell'Italia dei Valori nelle recenti come nelle passate elezioni provinciali, che - come riferiscono le cronache dei giornali - si sarebbe avvalso del diritto di non rispondere in una vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto. La Freda getta la maschera: un'inflessibile custode dei pubblici costumi quando si tratta di attaccare avversari politici come Gallini, a carico del quale nulla risulta; una silente e complice comparsa quando le vicende giudiziarie investono esponenti della sua coalizione politica».
Parla di atteggiamento «giustizialista di chi continua ad usare il moralismo come arma di propaganda politica», il consigliere del Pdl Luigi Francesconi: «I dipietristi cercano di inventarsi casi giudiziari laddove non ve ne sono. Ormai - aggiunge - Tangentopoli è una vicenda conclusa, anche nella memoria dei piacentini: riaprire quel triste periodo è una forzatura». Francesconi poi difende la scelta di trattare in seduta segreta l'interrogazione: «È una procedura normale, applicata ogni volta che un atto ispettivo riguarda vicende personali». Sottolinea. «Ritengo che questa sia una scelta di rispetto e di correttezza verso qualunque persona, che mi rendo conto essere concetti talora sconosciuti agli esponenti dell'IdV, i quali preferisco cavalcare lo scandalismo fine a se stesso».
L'aspra polemica è nata dall'interrogazione in cui il consigliere Samuele Raggi chiede di conoscere i contorni giudiziari della vicenda, se avessero a che fare con la pubblica amministrazione e se la vicenda fosse nota prima che gli venissero assegnate le deleghe in giunta. Nella loro protesta i rappresentanti di Italia dei valori parlano della necessità «di massima trasparenza, nell'interesse dell'Amministrazione e dei cittadini che - precisa la Freda - meritano rispetto perchè da settimane sentono voci non chiare».
