Camera

PUNTURA - Pensionati

Data: 06/12/2005

L'Onpi, Opera nazionale pensionati italiani, è soppressa dal 1978, ma la relativa contribuzione non è cessata e fa carico a tutti i milioni di pensionati. Lo annota il governo, rispondendo a un'interrogazione-protesta del deputato di An, Tommaso Foti, il quale ha giustamente definito ""grottesca la soppressione di un ente e la contemporanea persistente operatività del contributo destinato a tale ente"". Il problema non è allora sopprimere gli enti inutili, bisogna soprattutto sopprimere i contributi inutili.

m.b.
IL TEMPO

INTERROGAZIONE


Per sapere - premesso che:
ogni rateo di pensione espone la voce «contributo ex-ONPI» come trattenuta per un importo equivalente a 20 vecchie lire;
le somme ricavate servivano per alcune case di riposo per anziani, cui potevano accedere - in condizioni di parità - tutti i pensionati italiani bisognosi;
successivamente le somme, sempre introitate, sono andate a favore delle regioni, formalmente con destinazione a favore degli anziani, in realtà finite indistintamente nel calderone dei bilanci regionali. In ogni caso ciascuna regione pensa ai «propri» pensionati;
alcune regioni hanno avuto il patrimonio immobiliare dell'ex-ONPI, acquisendo case destinate ad ospitare i «propri» pensionati; altre regioni nulla hanno avuto, perché nel proprio territorio non si trovavano beni dell'ONPI. Le prime hanno potuto inviare i pensionati bisognosi nelle case acquisite; le altre, no. Ma tutte hanno incassato e incassano;
tutti i pensionati pagano, pur ricevendo in cambio un beneficio soltanto alcuni di loro, sulla base della territorialità regionale e in ogni caso in maniera del tutto scollegata rispetto al versamento;
l'ONPI (Opera Nazionale Pensionati d'Italia) è sciolta e liquidata ormai da tempo;
non si comprende per quale ragione l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale continua ad operare la trattenuta destinata all'ex-ONPI -:
quale collocazione trovino le trattenute ex-ONPI nel bilancio dell'INPS;
quale sia la destinazione di tali somme (pari ad oltre 2 milioni e mezzo di euro);
se non appaia necessario eliminare una trattenuta che, indipendentemente dalla sua entità, è ormai priva di significato.


RISPOSTA DEL GOVERNO



Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.

Con riferimento all'interrogazione oggi in discussione, si rappresenta che il decreto legge n. 481/1978 convertito, con modificazioni, nella legge n. 641/1978, nel prevedere la soppressione e la liquidazione dell'ONPI, non ha previsto altresì la cessazione della relativa contribuzione. Ha, infatti, stabilito che le entrate dell'ONPI dovevano essere ripartite fra le regioni in proporzione al numero dei pensionati INPS residenti, nel 1977, nelle stesse e destinate ai comuni, singoli o associati (articolo 1-sexies, comma 2) e, inoltre, ha previsto che, fino all'entrata in vigore delle leggi regionali per il riordino delle materie trasferite, tali entrate restassero destinate all'assistenza agi anziani (comma 3). I fondi riscossi dall'Inps e già destinati all'ONPI trovano collocazione nelle uscite del bilancio dell'Istituto (Titolo IV, categoria 21) quale «Partita di giro» dal momento che per espressa previsione dell'articolo 1-duodecies tali fondi sono trasferiti al Ministero dell'Economia e delle Finanze ai fini della ripartizione trimestrale tra le regioni.

Tommaso FOTI (AN), replicando, sottolinea che appare grottesca la soppressione di un ente e la contemporanea persistente operatività del contributo destinato a tale ente. Invita il Governo a rendere noti i dati circa i flussi finanziari incamerati dall'Inps per tale contributo, ma soprattutto ritiene sia giunta l'ora di sopprimere questa inutile imposizione.

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TommasoFoti
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