Data: 17/02/2009
piacenza - La Provincia adotta il Piano territoriale di coordinamento con un voto contrario delle opposizioni che hanno attaccato le sue strutture portanti. Accusato di non disegnare la "grande Piacenza" in una programmazione che registra il presente, ma non disegna il futuro. Classificato come un libro delle velleità in quanto elenca progetti, ma non indica risorse. Insomma una bocciatura. «Non poniamoci l'obiettivo della grande Piacenza, ma chiediamoci in cosa possiamo essere grandi», è la risposta arrivata dalla maggioranza attraverso il presidente Gianluigi Boiardi che ha chiuso il dibattito. «Un piano che nasce in un momento molto difficile - ha ricordato Boiardi - ma noi lavoreremo perché i nostri progetti siano attuati.
«Entro l'anno si darà il via» un'opera importante per il territorio e che si tradurrà in 40 mesi di lavoro. Un momento difficile per le risorse della Provincia «son bastate tre nevicate per farci spendere per 1 milione e 100mila euro». Insomma dribblando una difficoltà o l'altra, secondo il presidente Boiardi, il Piano adottato dalla Provincia rende possibile sviluppo e lavoro e non trascura l'ambiente. «E poi - ha concluso - non dimentichiamoci che viviamo in un territorio con le sue belle eccellenze. E la Provincia deve essere capace di dare gambe e sostegno ai progetti elaborati. Ed è quello che fin qui abbiamo fatto». Ha aggiunto.
Il dibattito è stato acceso, ma senza colpi di scena. Dall'opposizione ribadite aspre critiche. In primo luogo Tommaso Foti (An) ha messo in evidenza la carenza di risorse per l'attuazione dei progetti previsti nel Piano. Inoltre - ha aggiunto - si presenta contraddittorio: da un lato si delega ai comuni e dall'altro pensiamo di fissare dei limiti alle attività dei comuni stessi. Il consigliere ha poi criticato la scelta che riguarda l'uso del territorio che è legato alla domanda e all'offerta. Quindi una proposta lanciata per il futuro dismettere la partecipazione a Centropadane e concentrare queste risorse in una grande opera pubblica.
Ha parlato di spirito costruttivo della Lega Nord Massimiliano Dosi rilevando, però, alcune carenze. La logistica, ad esempio, che per il futuro dovrà essere collegata alle rotaie e non si dice niente sulle strutture esistenti. «Eppure - ha detto - abbiamo 4milioni e 700 metri quadrati di area per la logistica e sulle nostre strade viaggiano 30mila mezzi pesanti all'anno». Critico Dosi anche sui centri commerciali «Va dato uno stop». Adriana Bertoni (Ds) ha rilevato come positivo che la stesura finale del documento adottato contenga anche un buon numero di emendamenti delle opposizioni. E' il momento della svolta da imprimere a una crescita indubbia ma senza attenzione alla qualità. La meta che dobbiamo raggiungere è quella del vivere bene nel sistema padano. Bertoni ha quindi aperto un parentesi sulle risorse. Non possiamo pensare che per il futuro le disponibilità delle Province arrivino ancora e solo da rifiuti, tasse automobilistiche e registrazioni auto: c'è bisogno di un riordino. Comunque occorre porsi obiettivi alti perché «solo puntando la freccia in alto si può cogliere un risultato».
Ha espresso una valutazione positiva sul Ptcp Mario Vincenti (Indipendente), ha parlato, però, di limite oggettivo e di incrinatura a proposito del mancato accoglimento della richiesta di fissare un limite nella distanza degli impianti a biomassa dalle abitazioni. Ha rilevato poi una forzatura nella marcia data agli emendamenti, frutto di accordi tra i capigruppo.
Durissima la posizione di Luigi Francesconi. «Con questo Ptcp la Provincia non farà nulla in fatto di energie alternative». E così pure ha parlato di «vincolismo e di giro di vite sullo sviluppo dei paesi. Nessuna novità per la viabilità perché si procede con i progetti esistenti. Inoltre la scelta di indicare tre nuovi centri commerciali sarà un ulteriore colpo dato al piccolo commercio. Secondo Patrizia Barbieri (Oltre i partiti) si è demandato ai tecnici anche la risposta politica. Ha criticato poi la mancanza di un piano energetico che, invece, dovrebbe completare il Ptcp e riguardo alla sviluppo è completamente assente il settore manifatturiero. Un piano migliore rispetto al precedente secondo Stefano Rattotti (Rifondazione). Si poteva fare di più. Anacronistico - ha detto - mantenere previsioni di grandi strutture commerciali a Cadeo, Caroso, Castelsangiovanni, la sostanziale inutilità di un'opera come il porto sul Po e il terzo pontea Castelvetro. Ci batteremo per migliroarlo. Ora si apre la stagione delle osservazioni.
Antonella Lenti
