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""Quando la politica è debole, gli affaristi vanno forte""

Data: 14/08/2006

Altrove si punta alla competizione tra le imprese per più favorevoli condizioni e migliore qualità da noi vi è chi lavora per allinearci alle province emiliano-romagnole tutto cooperative e cooperatori

Quando la politica è debole, gli affaristi vanno forte.
Così anche a Piacenza dove, proprio nell'imminenza delle elezioni comunali, si assiste all'aggiudicazione di appalti miliardari (è il caso delle mense scolastiche) in assenza di una qualche concorrenza o, in altri ambiti, dove quest'ultima è di facciata per via di un consolidato patto di non belligeranza tra i partecipanti.
Se altrove si guarda alla competizione tra le imprese per spuntare più favorevoli condizioni e migliore qualità nei servizi, da noi vi è chi lavora invece per allineare Piacenza alle altre province emiliano-romagnole, tutto cooperative e cooperatori.
Che sia l'appalto delle mense l'apripista di un modello consociativo tra cooperative bianche, rosse e industriali? Che si scriva ""sistema Piacenza"" e si legga ""larghe intese""?
Se la politica assolvesse ancora le funzioni che le dovrebbero essere proprie di ciò dovrebbe preoccuparsi. E molto!
Sempre che qualcuno non sia interessato a farsi dettare, da furbeschi accordi di potere, tempi, regole e modalità della propria azione amministrativa.
Inquietanti segnali in tale direzione si avvertono oramai da tempo e ci confermano che, al di là dell'ostentata altezzosità, Reggi e soci continuano ad essere degli ""amministratori per caso"".
Definizione sgradita forse ai diretti interessati ma che rispecchia perfettamente la realtà di quattro anni or sono quando, essendo tutti convinti nel centro sinistra della riconferma del sindaco Guidotti, a Reggi si arrivò, dopo una raffica di rinunce, per carenza di candidati.
""Amministratori per caso"" che, non per caso, vennero affiancati da ""consigliori"" dotati di una qualche infarinatura di pubblica amministrazione e di molta disinvoltura extra istituzionale. ""Amministratori per caso"" che, non per caso, sempre più lasciano fare e disfare ai ""compagni di merende"", (ogni riferimento all'appalto mense è puramente voluto).
""Amici-compagni"" per i quali si pensa di modificare quattro o cinque strumenti di pianificazione (dall'urbanistica al commercio) pur di assicurare un'ulteriore plus valenza ad un'area loro assegnata a prezzo di saldo per sviluppare la logistica e che si vorrebbe ora destinare a centro moda.
Ma davvero credono che i piacentini siano così merli da non capire che l'iniziativa aprirebbe una ""somma ruga"" nel comparto logistico? O pensano che paghi solo la politica dello struzzo, per la quale nessuno mai le busca?
Certo qualcuno che le busca in giro c'è: chi non si allinea e non si piega (è il caso di Garilli) a quella che s'atteggia a ""razza padrona"" e che si mostra ""razza cafona"".
Il tutto in una società a ruoli invertiti: con i politici che prendono gli ordini, gli affaristi che li danno e, in mezzo, a dirigere i traffici, gli ""amici-compagni"", consulenti per gli acquisti.
Ma tant'è. Almeno fino a quando gli ""amministratori per caso"" continueranno a sentirsi importanti nel vedere le persone con il cappello in mano chiedere loro udienza.
Un rito che non ammette deroghe, poiché un esproprio e una citazione in giudizio son sempre pronti. Almeno per Garilli.

da Libertà

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TommasoFoti
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