Data: 04/06/2010
Quartiere 1, ormai è paralisi.
Martedì sera è saltata per l'ennesima volta la seduta del consiglio circoscrizionale per la mancanza del numero legale, una "abitudine" che va avanti ormai da diversi mesi e che nasconde un profondo malessere politico all'interno della maggioranza di centrodestra.
La presidente Alba Saggini minimizza: "Non ho tempo da perdere su questa questione, non ho tenuto le statistiche ma non credo che la nostra situazione sia peggiore di quella degli altri Quartieri. Non vedo alcun problema, stiamo facendo di tutto per andare avanti con le iniziative a favore dei cittadini, il resto non mi interessa".
Eppure la seduta di martedì scorso sembra aver rivelato l'esatto contrario: la minoranza assente in blocco, qualche defezione nel Pdl e l'uscita decisiva di Carlo Segalini della Lega nord che ha fatto interrompere la riunione iniziata da pochi minuti.
Il comportamento del centrosinistra era in qualche modo annunciato: dopo aver denunciato pubblicamente le difficoltà in cui si trova la maggioranza di centrodestra, la capogruppo Pd Sandra Ponzini e la consigliera Benedetta Corso erano state protagonista di un lungo e duro scontro con il coordinatore provinciale del Pdl Tommaso Foti.
"Martedì - precisa la Ponzini - eravamo tutti giustificati, avevo già comunicato alla presidente che avevamo molte difficoltà a presenziare a un consiglio convocato poco felicemente la sera prima di un giorno festivo. Questa volta la mancanza di numero legale non è imputabile a noi (riferimento ad alcune accuse di Foti, ndr), hanno fatto tutto da soli, dimostrando evidentemente di avere ancora molti problemi al loro interno".
Le uscite determinanti sono state quelle di Carlo Mistraletti del Pdl e poi di Segalini. "Quando mi sono assentato momentaneamente - afferma il primo - il numero legale di 8 presenti c'era ancora, anche se è sotto gli occhi di tutti il fatto che negli ultimi mesi è mancato molte volte, ma mai per colpa mia. Quelli del centrosinistra sono corresponsabile, forse giustamente nella loro ottica, ma paralizzano le pur poche iniziative che sono in programma. Anche nel centrodestra ci sono questioni da chiarire, probabilmente doveva essere fatto quando sono state azzerate le commissioni".
Decisivo è stato quindi l'abbandono di Segalini: "Forse formalmente - chiarisce l'esponente leghista - ma io da tempo ho detto chiaramente non avrei più fatto come in passato l'ago della bilancia, quindi l'ottavo consigliere presente. Se il Pdl e Piacenza libera non sono in grado di mantenere il numero legale per problemi interni, si chiariscano: c'è stato un lungo periodo in cui io e il centrosinistra eravamo determinanti, non solo per il numero, ma anche per l'approvazione dei provvedimenti. Poi abbiamo detto basta, ma nulla è cambiato, con questi risultati: attività paralizzata e incertezza a ogni seduta".
Michele Rancati
