Camera

Rafforzato il controllo intorno alla centrale nucleare.

Data: 31/07/2005

caorsoSaranno serrate le maglie della sicurezza intorno a Caorso. Questa la conseguenza concreta dell'accoglimento dell'ordine del giorno presentato da Tommaso Foti (An) e dal collega Franco Stradella (Forza Italia) durante il dibattito parlamentare sull'approvazione delle norme per contrastare il terrorismo internazionale. Lo annuncia lo stesso parlamentare piacentino impegnato a Roma appunto per la discussione sull'argomento. «Il governo ha accolto oggi (ieri per chi legge ndr) durante l'approvazione alla Camera delle norme per contrastare il terrorismo internazionale, un ordine del giorno a firma mia e del collega Franco Stradella (F.I.) che impegna l'esecutivo, in attesa della individuazione del deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi, ad assumere ulteriori iniziative per la sicurezza dei depositi di materiale nucleare. E' di tutta evidenza infatti - continua la nota del deputato di Alleanza nazionale - che la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari radioattivi, nonché degli impianti nucleari in via di dismissione, assume una priorità assoluta a fronte delle minacce di atti terroristici. A tal fine - conclude l'onorevole Foti - assume grande importanza sia il rinnovato impegno del governo per la migliore sicurezza dei depositi di materiale nucleare, sia l'attività di Sogin per la dismissione della centrale di Caorso». Semplicemente è una richiesta di un rafforzamento dell'attenzione - spiega Foti raggiunto telefonicamente - su obiettivi che già sono classificati sensibili. E' in funzione di questo infatti che erano state emesse ordinanze e che i siti degli impianti nucleari sono stati messi in sicurezza per prevenire possibili attacchi terroristici. Ora abbiamo ritenuto opportuno chiedere di alzare il livello. In relazione al tipo di situazione che si è creata con la recrudescenza terroristica e che non si è ancora trovato il deposito per le scorie, pensiamo che sia Caorso sia Trino Vercellese (il cofirmatario dell'ordine del giorno è infatti eletto in questa zona) su cui concentrare la vigilanza. Si tratta di impianti nucleari localizzati al nord su cui, appunto, va mantenuta altissima la pressione visto che, colpire uno di questi siti, rappresenterebbe per i terroristi quel genere di atto eclatante per avere notorietà. Niente allarmismo, puntualizza il parlamentare. Dagli atti del comitato di controllo dei servizi di sicurezza l'ipotesi dell'attacco nucleare è stato valutato con preoccupazione - spiega Foti - e quindi, a maggior ragione, ci sembra giusto che il governo, nel momento in cui si discute dei livelli di sicurezza nel nostro paese, abbia accettato un ordine del giorno con il quale si impegna a incrementare il livello di attenzione su questo obiettivo. lodi Lodigiano, dalla terra buona arrivano anche latte e pomodori. Si arricchisce di due generi importanti e di larghissima diffusione il "paniere" di prodotti che portano il marchio ideato dalla provincia. Una sorta di "doc" che garantisce genuinità, freschezza e l'ormai ricercatissima rintracciabilità, e che richiede il soddisfacimento di una serie di parametri igienici. Finora, il marchio "Terra buona" si era fermato al mais e alla carne suina, ma da ieri, dopo l'approvazione dei disciplinari da parte della giunta provinciale, anche latte fresco crudo e pomodoro a pieno campo di industria potranno entrare nella catena del prodotto garantito. «Un ulteriore passo per realizzare una significativa espansione della varietà dei prodotti riconosciuti dal marchio di qualità - spiega l'assessore all'agricoltura Fabrizio Santantonio - con particolare attenzione alla creazione di filiere certificate». Un'attenzione che non si può fermare ai produttori e alle istituzioni, ma che deve divenire elemento di costante valutazione da parte del consumatore: «l'ingresso dei due nuovi prodotti contribuirà alla sensibilizzazione dei consumatori sul valore del marchio Lodigiano» prosegue Santantonio. Proprio l'assessore, al suo secondo mandato, è tra i protagonisti assoluti della genesi del progetto, che si pone a guida di un concetto di agricoltura sempre più diffuso e sostenuto dalle istituzioni: l'innalzamento della qualità (specie per quanto riguarda il latte ed i derivati), come risposta e tutela all'ingresso dei paesi dell'Est europeo nel mercato Ue. «Da non dimenticare l'aspetto che riguarda da vicino gli agricoltori-produttori - prosegue il vicepresidente della provincia - che godono di una concreta opportunità per valorizzare le loro produzioni, al tempo stesso tutelando il consumatore». Di fatto, dunque, gli alimenti protetti dal marchio "Lodigiano Terra buona" si porranno come prodotti di primissima qualità: il loro prezzo sarà certamente superiore rispetto a quello dei prodotti derivanti da filiere non certificate ed in vendita nei discount, ma la differenza sarà ampiamente giustificata dalla certezza di ciò che si mette in tavola. La possibilità di aderire al marchio sarà riservata, per quanto concerne il latte, alle aziende agricole in possesso del bollo CE che producono, vendono (direttamente al consumo) e se confezionano lo fanno in loco, latte fresco crudo di alta qualità. Per il frutto-ortaggio, la condizione è solo quella di essere aziende agricola che produce e vende pomodoro da industria. In entrambi i casi, i produttori dovranno compilare un'apposita richiesta da consegnare all'Ufficio marchio ed impegnarsi ad applicare i requisiti definiti disciplinare: l'uso del marchio sarà subordinato alle verifiche iniziali e a quelle che garantiscano nel tempo il mantenimento degli standard previsti.

da Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl